Sicurezza
S'allarga la crisi, imprese in allarme
Precipitano i dati del manifatturiero, il peggio nel metalmeccanico
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PIOMBINO. «Una flessione di tutti i principali indicatori economici: produzione, fatturato complessivo, incidenza dell'export su vendite e occupazione». Questa la sintesi di Andrea Gemignani, presidente di Confindustria Livorno, dei dati derivanti dall'indagine sul comparto manifatturiero provinciale, condotta da Unioncamere, Istituto Tagliacarne, Confindustria e Centro studi e ricerche della Camera di commercio. Sotto la lente il secondo trimestre 2011. Roberto Nardi, presidente della Camera di commercio, evidenzia le principali aree di crisi: «Continua la caduta della metallurgia e della cantieristica. Cala l'occupazione nella meccanica e nel metallurgico e continuano a decrescere gli ordinativi esteri. Si tratta di dati preoccupanti, di fronte ai quali non è possibile restare indifferenti. Data la centralità del manifatturiero quale volano di crescita e sviluppo, dobbiamo lavorare sull'attrattività del territorio per cercare di ribaltare la tendenza». L'indice della produzione del manifatturiero provinciale continua a registrare variazioni negative: -7,6% rispetto al secondo trimestre 2010, la peggiore variazione da circa due anni. Una caduta dipesa essenzialmente dal crollo degli ordinativi (-9,5%), una recrudescenza della crisi evidenziata anche dal calo produttivo di poco meno del 2% nei confronti del primo trimestre. In caduta i livelli produttivi della metallurgia (-18,5% rispetto al secondo trimestre 2010 e -8,8% rispetto allo scorso trimestre), della Cantieristica (-11,7%, sebbene in ripresa, + 4,8%, rispetto al primo trimestre 2011) e dalle manifatture varie con oltre il -4%. Crescono, invece, i volumi del comparto alimentare (+10% nei confronti dello scorso anno e +5% rispetto al primo trimestre). Le imprese di chimica, gomma e plastica rimangono sostanzialmente ai medesimi livelli del secondo trimestre 2010 (+0,9%). Il comparto metallurgico è quello dove si registrano le contrazioni più alte degli ordini (-20,3%), seguito dalla cantieristica (-12,2) e dalla meccanica (-9,5%). Gli ordinativi crescono, invece, nell'alimentare e nei prodotti elettrici e per le telecomunicazioni (10%). La prolungata flessione della produzione, inizia a mostrare ricadute anche sul giro d'affari, che in questo trimestre rimane invariato dopo oltre un anno d'incrementi. Il settore dei prodotti in metallo è quello che vede ridursi in misura più consistente il proprio giro d'affari (-6,8%). L'indicatore torna a scendere rispetto ai primi tre mesi dell'anno. L'occupazione cala nelle imprese della meccanica e della metallurgia oltre il -1%, mentre aumenta nell'alimentare (+8,2%). I recenti dati sulla Cassa integrazione offrono un quadro oggettivo ed incontestabile della situazione. Le ore di cig da gennaio a agosto 2011 per l'industrie della provincia ammontano ad oltre 2 milioni e mezzo. Il 200% in più delle ore dello stesso periodo 2008. Le ore di cig autorizzate nell'industria sono l'84,4% del totale. Le ore di cig ordinaria aumentano del 34,5% rispetto allo stesso periodo del 2010. Quelle della straordinaria del 39,5%. «L'innalzamento dei tetti di cig ordinaria - comenta la Confindustria - dimostra il perdurare del fenomeno recessivo, gestibile solo combinando a rotazione gli ammortizzatori disponibili». Molto elevati anche gli utilizzi della cig in deroga, oltre un milione e 145 mila ore autorizzate dalla Regione nei primi 8 mesi del 2011. Nella nostra provincia l'industria ha impegnato addirittura il 75% delle ore di cig in deroga.
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