Il Tirreno

In cinquecento fuori da casa

Luca Centini
Cavoli devastata dai crolli e dalla piena di due torrenti
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Cavoli devastata dai crolli e dalla piena di due torrenti

La lotta contro l'acqua si sposta dalle strade alle abitazioni

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 MARINA DI CAMPO. Circa 500 sfollati, centinaia di interventi dei pompieri un po' in tutto il paese. Le pompe idrovore, già dalle prime ore della mattina, hanno fatto il proprio dovere svuotando piazze e strade dall'acqua e facendo affiorare i veri contorni del disastro.  Senza casa. Il fiume di fango ha privato centinaia di persone della casa. Dopo due giorni è la Protezione civile a fare una prima stima degli sfollati. Se solo una quindicina di persone hanno trascorso la notte scorsa in un albergo, almeno 480 sono stati ospitati da parenti e amici. Occorre precisare, tuttavia, che il numero è provvisorio perché - dice il responsabile della Protezione civile elbana, Gianmario Gentini - «in tanti non hanno comunicato il proprio status di sfollato». Anche per questo motivo il Comune ha diramato una comunicazione urgente in cui si pregano le persone che si sono trovate senza casa di contattare il punto di ascolto all'ufficio anagrafe.  I soccorsi. In paese si continua a lavorare incessantemente per liberare le case, ritenute al momento la priorità per la Protezione civile. Sono stati allestiti - grazie ai comitati cittadini e con l'aiuto degli studenti dell'isola - tre punti di ristoro in via Roma, che in due giorni hanno somministrato 800 pasti caldi. Sempre i comitati continuano la raccolta di generi alimentari per gli sfollati. «Servono soprattutto generi di immediato consumo - spiegano - insalata in busta, pomodori, fagioli, patate, ma anche prodotti per la pulizia». Ognuno collabora «mosso da uno straordinario spirito di altruismo», ha detto il sindaco Vanno Segnini. Lo stesso spirito che anima - seconod i numeri forniti dalla Regione - 150 volontari (con 39 mezzi). A gestire gli interventi più importanti sono le squadre tecniche delle istituzioni locali, le forze dell'ordine e i vigili del fuoco, che dirigono le operazioni dal punto mobile allestito di fronte al Comune. Solo martedì i pompieri hanno compiuto 26 interventi - prevalentemente per svuotare abitazioni - altri 20 in attesa di essere eseguiti, 15 interventi tecnici urgenti e 85 richieste da verificare. Nella mattinata di ieri si sono aggiunte altre 20 richieste di intervento.  Danni e viabilità. In paese la viabilità è stata ripristinata quasi ovunque. E da ieri mattina è tornato percorribile il collegamento per Cavoli. Anche la zona dello "Stagnone" si è lentamente svuotata. E dove c'era l'acqua è affiorato il fango. I segni dell'alluvione, come se ce ne fosse bisogno, sono divenuti ancor più evidenti. Ma, ora che il centro è uscito dall'isolamento, l'attenzione si è spostata anche nelle località e nelle strade vicine. Cavoli è semi-distrutta, mentre la Provincia sta compiendo interventi di somma urgenza sulle strade danneggiate tra Campo e Marciana. L'esondazione dei fossi Alzi, Bovalico, Pila e Galea ha causato diverse frane. «Alcune situazioni sono gravi - ha spiegato l'assessore ai lavori pubblici, Catalina Schezzini - da Colle Palombaia fino al centro di Cavoli, soprattutto al ponte di Bolle Caldaia, oltre al tratto tra Colle Palombaia sino a San Piero in Campo e, infine al ponte delle Caviere, chiuso al traffico». Altri danni si sono verificati nella zona delle cave di San Piero. Alcuni smottamenti hanno mosso il materiale da cava che, come una reazione a catena, ha danneggiato gravemente la cava dei Beneforti, situata poco più a valle.  Inizia la conta. Dopo il disastro si dovrà pensare alla ricostruzione. E, sperano i residenti alluvionati, ai risarcimenti. Oggi si farà il primo passo, con l'apertura in Comune dello sportello per il censimento danni. Ciascun cittadino cha ha subito danni nelle case e nei negozi potrà farlo presente al personale di Comune e Regione. Si tratta di una prima ricognizione delle conseguenze economiche del disastro, una base che porterà alle richieste effettive di risarcimento.  I primi soldi. «Seguiremo la vicenda in maniera attenta come accaduto per la Lunigiana e allocheremo il primo stock di risorse con almeno 500 mila euro». Il presidemte della Regione Enrico Rossi, che martedì ha visitato le zone colpite dall'alluvione, ha confermato il sostegno all'Elba durante una seduta del consiglio regionale. Rossi ha chiesto un intervento anche del Governo e ha confermato di voler istituire all'Elba un ufficio di Fidi Toscana per dare una mano alle imprese danneggiate, «caricando su Fidi l'80% del rischio bancario».  Generale in visita. La grave situazione di Marina di Campo e, nello specifico, quella della caserma dei carabinieri, finita completamente sommersa dal fango, sono i motivi della visita del generale Giovanni Nistri. Il comandante regionale dei carabinieri ha effettuato un sopralluogo nelle zone alluvionate. Campo in lutto. In attesa di conoscere il giorno del funerale di Maria Luisa Barrile, l'anziana di 81 anni vittima dell'alluvione, il Comune ha già annunciato che dichiarerà lutto cittadino per, spiega il sindaco Segnini - «unirci al dolore della famiglia».

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