Sicurezza
Il bar riapre: colazione gratis
Gara di solidarietà per gli alluvionati
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MARINA DI CAMPO. Caffè caldo e brioches. A Marina di Campo anche una normale colazione, nei giorni dopo l'alluvione, è una rinascita. Una saracinesca riaperta è un segnale di speranza enorme. Ieri mattina, mentre tutta Marina di Campo si sporcava i pantaloni col fango, si immergeva con gli stivali nella disperazione, Paola Capaccioli, titolare del bar El Pinpa in via Roma, ha ripreso la sua attività. «In questa situazione non chiedo i soldi a nessuno - racconta Paola - chi ha voglia di bersi un caffè o mangiare qualcosa può venire da me. Qualcosa, di sicuro, gli daremo». Mentre le pompe idrovore risucchiano quel che resta dell'alluvione e libera defintivamente Marina di Campo, decine di persone lavorano senza sosta nei piani bassi delle abitazioni e negli scantinati. Non si vede una lacrima, un cedimento. «Nel momento della tragedia le persone si fanno forza», dicono alcuni passanti. Sembra una banalità, eppure è proprio quello che è successo a Marina di Campo. Decine di giovani si muovono tra una casa e un'altra per dare una mano agli anziani, per prendere il cibo dai punti di raccolta in via Roma e portarlo a chi non è in grado di muoversi. Si sono formate, infatti, delle vere squadre di soccorritori spontanei, pronti a portare fuori dal locale il mobile marcito dall'acqua, i sacchi di rifiuti e merci da buttare nel cassonetto. Il caso del ristorante Il Cantuccio, sul lungomare, è emblematico. Il fango ha imbrattato il locale, la cucina e tutta l'attrezzatura. E, come se non bastasse, un incendio causato da un cortocircuito al frigorifero ha mandato ko anche il magazzino. Eppure stasera il titolare Giovanni Muti conta di riaprire. Questo perchè 12 ragazzi, in parte amici e in parte dipendenti, hanno lavorato giorno e notte per ripulire i negozi dai detriti e dalla devastazione. «C'è ancora tanto da fare, ma per domani ce la faremo» dice Muti. Il primo bar aperto è un segnale forte, è forse il primo passo verso la ricostruzione. Ma non è il solo. A pochi metri di distanza dal bar El Pinpa anche il forno Panelba ha deciso di tirare sù la serranda, dopo aver liberato il locale dall'acqua e il fango. Dentro c'è gente in fila. Come in un giorno normale.
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