Toscana
I sindacati europei e il futuro dell'acciaio «Servono regole certe»
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Il tavolo del convegno sulla siderurgia2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. È iniziato ieri alle 9, nella sala congressi dell'hotel Centrale, il meeting sindacale del Comitato dell'acciaio della Federazione europea dei metalmeccanici, al quale hanno preso parte i responsabili nazionali e locali dei sindacati Fiom, Uilm e Fim. Iniziato con una discussione generale sulla situazione siderurgica europea, è proseguito con una tavola rotonda dei rappresentanti dei più importanti poli industriali. Nel pomeriggio poi il convegno del Centrale si è sviluppato in un confronto interno fra i delegati presenti all'iniziativa, una sessantina provenienti da tutta Europa). I lavori si concludono oggi con la visita degli ospiti allo stabilimento della Lucchini. La giornata di ieri, dedicata al dibattito sulla situazione attuale e sul futuro dell'acciaio, si è aperta con la riflessione, a livello generale, sul contesto del settore siderurgico nell'intero ambito europeo. Il quadro che è emerso dal dibattito è quello di una tendenza che vede le industrie generaliste del settore in forte sofferenza in questo momento di crisi; al contrario, le aziende che presentano la caratteristica di una maggiore specializzazione, preferibilmente con una lavorazione del prodotto che consideri le varie fasi del processo di trattamento, tendenzialmente sembrerebbero non conoscere la crisi. Al di là della qualificazione produttiva in sé, il punto di forza delle industrie che meglio stanno andando sul mercato, pare essere una visione imprenditoriale che preveda una prospettiva a lungo termine. Molto si è parlato anche della necessità di mettere coraggio nell'investimento, come primo rimedio al malessere siderurgico, ma anche di regole certe da parte del governo italiano, come strumento per provara a innescare la fiducia da parte dell'eventuale investitore straniero. Ha partecipato al meeting anche il sindaco di Piombino, Gianni Anselmi, che ha ragionato sul contesto locale della Lucchini. «Noi siamo quotidianamente impegnati con questa vicenda, che si dimostra incerta e ci costringe a stare sul pezzo ogni giorno - afferma il primo cittadino piombinese - Abbiamo bisogno di una forte organizzazione produttiva e di un accrescimento qualitativo, importanti sia per l'industria che per quanto riguarda la diversificazione». «La situazione del settore è complessa - ha proseguito il sindaco - certo è che le forze sociali e le istituzioni devono trovare alleati importanti. Nel caso della Lucchini è essenziale poter trovare un nuovo interlocutore. Però è ovvio che per quanto le istituzioni locali si impegnino, ci vorrebbe di pari passo un serio intervento del governo».
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