Il dolore
"Ho indossato la tuta da sub e mi sono buttato"
«Ho indossato la muta da sub e mi sono buttato dal primo piano». Davide Calisi (nella foto), giovane di Marina di Campo, ha ancora negli occhi quegli attimi interminabili
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CAMPO. «Ho indossato la muta da sub e mi sono buttato dal primo piano». Davide Calisi (nella foto), giovane di Marina di Campo, ha ancora negli occhi quegli attimi interminabili. Ha avuto poco tempo per decidere se tuffarsi nella marea marrone per salvare un’anziana in difficoltà, aggrappata a un albero nel giardino fuori da casa Calisi.
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«Ho sentito i vicini urlare, dalla finestra ho visto la signora sull’albero - pensavo fosse morta. Quando ho capito che c’era la possibilità di metterla in salvo mi sono buttato.». Davide, poco più che ventenne, ha il brevetto di bagnino. «Ma lavorare in mare è un’altra cosa - racconta il ragazzo - non potevo farcela a tirare fuori la donna senza un aiuto. Così sono tornato indietro fino alla baracca di casa, ho preso una corda e sono riuscito a legarla all’albero. Reggendomi alla corda sono riuscito ad afferrare la signora e, lentamente, a riportarla fuori dal fango».
Il ragazzo, a fatica, è arrivato fino alla recinzione della casa dello zio Luciano. «E’ venuto ad aiutarmi e ha buttato giù la rete, aiutandomi a tirare dentro la donna - racconta - non si muoveva, avevo paura. Abbiamo aspettato per due ore e mezzo i soccorsi. Poi, per fortuna, è andato tutto bene».
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«Ho sentito i vicini urlare, dalla finestra ho visto la signora sull’albero - pensavo fosse morta. Quando ho capito che c’era la possibilità di metterla in salvo mi sono buttato.». Davide, poco più che ventenne, ha il brevetto di bagnino. «Ma lavorare in mare è un’altra cosa - racconta il ragazzo - non potevo farcela a tirare fuori la donna senza un aiuto. Così sono tornato indietro fino alla baracca di casa, ho preso una corda e sono riuscito a legarla all’albero. Reggendomi alla corda sono riuscito ad afferrare la signora e, lentamente, a riportarla fuori dal fango».
Il ragazzo, a fatica, è arrivato fino alla recinzione della casa dello zio Luciano. «E’ venuto ad aiutarmi e ha buttato giù la rete, aiutandomi a tirare dentro la donna - racconta - non si muoveva, avevo paura. Abbiamo aspettato per due ore e mezzo i soccorsi. Poi, per fortuna, è andato tutto bene».
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