Sicurezza
Siderurgia, si allarga la mobilitazione
Artigiani e negozianti chiamati a sostenere lo sciopero del 15
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PIOMBINO. Lo sciopero indetto da Fiom, Fim e Uilm per martedì 15 novembre si trasformerà probabilmente in una mobilitazione più vasta a sostegno di tutta l'economia del comprensorio, fortemente ancora legata ai destini delle grandi aziende siderurgiche. I sindacati di categoria, nel confermare la giornata di mobilitazione in Lucchini, Magona, Dalmine ed imprese, hanno rivolto un appello anche agli artigiani perché aderiscano - portando anche i loro furgoncini - al corteo che si svolgerà tra le 9 e le 12 in città. Anche i commercianti sono stati invitati ad abbassare le saracinesche dei loro negozi con lo slogan "Chiusi oggi per essere aperti domani". La manifestazione prenderà le mosse dal cavalcavia Lucchini (concentramento alle 9) per concludersi in piazza Gramsci, dove prenderanno la parola i segretari della Uilm Vincenzo Renda, della Fiom Luciani Gabrielli e della Fim Fausto Fagioli e il sindaco Gianni Anselmi. «Mi aspetto - dice Luciano Gabrielli - che ci sia la partecipazione di altri soggetti, a partire dagli artigiani e dai commercianti, vista la gravità della situazione e la necessità di difendere l'economia della zona in questo momento così delicato». Gabrielli chiede anche qualche cosa in più alla città: «Sarebbe giusto che i cittadini dessero un segnale, non andando a fare la spesa tra le 9,30 alle 11,30». «In questo momento così delicato - aggiunge Fausto Fagioli - è importante la partecipazione di tutti i metalmeccanici a questo sciopero. C'è il forte rischio di un ridemensionamento degli stabilimenti ed auspichiamo che tutti facciano la loro parte». Secondo Fabrizio Toninelli, della Uilm «è necessario allargare l'interesse, andare oltre le fabbriche perchè è in gioco l'intera economia del territorio». Se è vero dunque che quello dichiarato è al momento uno sciopero della siderurgia, quella del 15 potrebbe trasformarsi in una giornata di mobilitazione più vasta. E la Uil si è dichiara fin da ora dispobibile a sostenerla. Mentre al consiglio di fabbrica è in corso la conferenza stampa dei sindacati, i tre segretari intanto firmano al richiesta di cassa integrazione presentata dalla ditta Cmt per 15 operai su 40. Tredici settimane, ma il sindacato guarda il lato positivo: l'impresa si è impegnata a non interrompere i contratti con i lavoratori a tempo determinato. È questo uno degli elementi più spinosi aperti con la direzione Lucchini. «Nelle assemble organizzate in fabbrica i lavoratori hanno avanzato una proposta di grande solidarietà: tenere dentro tutti e ripartire in modo collettivo le difficoltà».
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