Il Tirreno

LA LETTERA

Comune unico, scelta grave

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Siamo un gruppo di sanvincenzini che ha deciso di interpellare i compaesani sul tema del Comune Unico della Val di Cornia, progetto annunciato più volte dalle pagine del Tirreno. Il progetto intenderebbe far confluire in un unico Comune Piombino, Campiglia, San Vincenzo, Suvereto e Sassetta. Il Comune di San Vincenzo venne istituito nel 1949, dopo 36 anni di petizioni e battaglie civili condotte da tanti nostri concittadini, che a partire dal 1913 dettero vita al "Comitato Pro San Vincenzo". Il Comune rappresenta certamente l'istituzione più vicina al cittadino. Noi, che amiamo San Vincenzo e che qui abbiamo deciso di vivere con le nostre famiglie, affermiamo che perdere la municipalità sarebbe un fatto assai grave e irrimediabile. In tempo di crisi pensare di ridurre la spesa e snellire la burocrazia è un dovere di ognuno di noi, ma questo scopo lo si può raggiungere incrementando l'accorpamento di alcuni servizi, non distruggendo la storia e l'identità di un paese. Il Comune di San Vincenzo non può e non deve rientrare tra gli Enti da sopprimere. San Vincenzo è una realtà complessa che, con la sua frazione di San Carlo, conta 7000 residenti e oltre un un milione e centomila presenze di turisti in un anno. Con il conteggio dei soli residenti, domani, dovremmo forse rappresentare meno del 15% del Comune Unico? Quale peso avrebbe la frazione di San Vincenzo nell'ambito della nuova realtà amministrativa? In assoluta indipendenza rispetto a tutti i raggruppamenti politici, daremo vita a un Comitato di cittadini finalizzato anche alla raccolta di firme, per sottoporre all'attenzione di tutte istituzioni la ferma contrarietà della cittadinanza di San Vincenzo al progetto del Comune Unico della Val di Cornia. Guido Cionini, Paolo Galoppini, Francesco Govi, Fabia Favilla, Alessandro Pacchini (San Vincenzo)

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