Il Tirreno

Bomba di fango su Marina di Campo

Bomba di fango su Marina di Campo

Soccorsi possibili solo con mezzi anfibi: unità di crisi allestita alla Pila

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PORTOFERRAIO. Nessuna allerta, nessun rischio idrogeologico per le prime ore della mattina di ieri. Il peggio, dal punto di vista del maltempo, doveva essere passato. Ma alle 4 di notte ha cominciato a piovere. Sempre più intensamente. Due ore dopo erano venuti giù 183 millimetri di pioggia. Poi il black out elettrico ha fatto saltare le centraline e neppure il pluviometro ha più funzionato. I fossi si sono ingrossati, le strade si sono trasformate in fiumi. Acqua e fango hanno sommerso l'abitato di Marina di Campo. In poco meno di due ore tra le 6,30 e le 8, il livello dell'acqua è salito fino a un metro, in alcune zone un metro e mezzo, allagando le case, sfondando le porte e le vetrine dei negozi. Gli argini del fosso degli Alzi, che attraversa l'abitato di Campo, non hanno retto e il fiume è esondato in più punti. La furia dell'acqua ha trascinato via auto, motorini, cassonetti e persone rimaste aggrappate ai cartelli della segnaletica e in alcuni casi agli alberi in attesa dell'intervento dei vigili del fuoco, della protezione civile, degli operai della Provincia e dell'Unione dei Comuni arrivati a bordo di alcune ruspe per salvare le persone sulle strade, quelle intrappolate nelle auto e chi, con le case invase dall'acqua, si era rifugiato sui tetti o ai piani superiori delle abitazioni.  Soccorsi non facili perchè raggiungere Campo senza mezzi anfibi è stato difficilissimo, almeno fino alle 9 di ieri mattina. La zona agricola intorno all'abitato era completamente sommersa dall'acqua: la quantità di pioggia caduta ha mandato in tilt il reticolo di canali minore anche se - fatta eccezione per il fosso degli Alzi - gli altri corsi d'acqua hanno fortunatamente retto.  In centro a Marina di Campo, per consentire all'acqua di defluire, la protezione civile con una delle ruspe messe a disposizione dalle ditte edili della zona, ha sfondato i parapetti del porto. Un operazione complicata dal fatto che per raggiungere il lungomare è stato necessario liberare le strade dalle carcasse di auto, dalle fioriere, dai rami, dai cassonetti trascinati a mare dalla corrente.  In questo modo sono tornate all'ascitto via Roma e il lungomare, ma le zone più basse del paese, come la via per Portoferraio, via Fucini, il parcheggio di fronte alla Conad, tutta la zona intorno al fosso degli Alzi e in particolare via Fattori (l'area più colpita dalla bomba d'acqua) sono rimaste sott'acqua. E proprio qui, in un'abitazione di via Fattori, la strada che costeggia gli Alzi che è stato ritrovato il corpo senza vita di Maria Luisa Barile, l'anziana di 81 anni, unica vittima dell'alluvione. Cinque, invece, i feriti di questa drammatica giornata che ha segnato la vita di tanti elbani. Quelli che hanno perso tutto: la casa, gli effetti personali, la macchina, il negozio e ora, sotto choc - ospiti di amici, parenti o in qualche albergo dell'isola - dovranno mettersi a fare la conta dei danni.  Intere famiglie, incolumi ma terrorizzate, sono rimaste isolate fino al primo pomeriggio per colpa dell'acqua alta. E sempre da ieri pomeriggio, anche grazie all'arrivo di rinforzi - al mattino le squadre dei vigili del fuoco con mezzi anfibi e sommozzatori e durante l'intera giornata volontari e mezzi delle associazioni di volontariato trasportati da corse speciali della Toremar - sono state attivate decine di pompe per liberare case e cantine.  Le operazioni di soccorso sono state dirette dalla sede dell'Intercomunale della protezione civile alla Pila, presidiata dal coordinatore Gianmario Gentini, dove si sono radunati forze dell'ordine, vigili, volontari delle associazioni di tutta l'Elba. Il sindaco, Vanno Segnini, una delle vittime dell'alluvione, si è messo a disposizione della macchina dei soccorsi, rispondendo alle chiamate di emergenza che man mano arrivavano alla sede operativa. Con lui il sindaco di Marciana Marina, Andrea Ciumei, uno dei primi a raggiungere Campo per dare man forte ai volontari. Alle prima valutazioni dell'accaduto è seguoita anche la richiesta dello stato di calamità per l'Elba. Accanto all'unità di crisi della Pila, coordinata dal prefetto Mannino, è stata attivata anche quella dell'Asl, all'interno dell'ospedale, dove sono stati organizzati gli interventi di tipo sanitario con collegamenti tra l'area alluvionata e l' ospedale tramite ambulanze e l'elicottero Pegaso. Contemporaneamente a Portoferraio sono stati attiviati due presidi per l'accoglienza delle persone sfollate e dei volontari arrivati dal continente all'interno del palazzetto dello sport. Ieri pomeriggio, intono alle 13, è arrivata la notizia che sull'Elba è previsto ancora maltempo conventi forti di scirocco e temporali fino alla serata di oggi.

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