Sicurezza
INTERVENTO
La crisi non si affronta facilitando i licenziamenti
I giovani della lista civica Comune dei Cittadini
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Siamo sconcertati dalla tesi, di cui il governo si è fatto portatore in Europa, secondo la quale per creare nuovi posti di lavoro si devono rendere più facili i licenziamenti. La consideriamo una violenza perché contrasta con il buon senso e con la realtà. Già oggi, quando le imprese sono in crisi mandano i lavoratori in cassa integrazione, poi in mobilità e poi licenziano. C'è un'intera generazione, che va ben oltre i trent'anni, senza protezioni. Se va bene trova lavoro al nero o con contratti di assoluta precarietà che consentono al datore di lasciarlo a casa dalla sera alla mattina, senza giustificazione. Quando va male non c'è nessun lavoro. In queste condizioni, qualunque persona di buon senso conclude che bisogna creare nuovi posti e superare la precarietà che rende impossibile pensare ad una casa, ad una famiglia. Una condizione che spinge molti a cercare vie di fuga all'estero o a non cercare impiego. Né può valere la tesi per cui rendendo più facili i licenziamenti si creano le condizioni per assumere. Equivale a dire che per assumere qualcuno devo licenziare qualcun'altro e creare un nuovo disoccupato che magari, col proprio stipendio stava mantenendo un figlio agli studi. Siamo stanchi di sentire queste bestialità, che solo soggetti lontani dalla realtà possono pensare senza provare vergogna. E' la riprova che abbiamo una classe politica totalmente inadeguata, incapace di pensare al futuro, ma avida nel conservare i propri assurdi privilegi. Per fronteggiare la crisi avremmo voluto sentire ben altre proposte: valorizzare il patrimonio storico e ambientale, investire per il rinnovo del patrimonio edilizio con eliminazione di sprechi energetici, sostenere le energie rinnovabili sui tetti anziché nei campi, sostenere l'agricoltura di qualità e ridurre le importazioni da paesi lontani, finanziare la ricerca e individuare nuovi prodotti che non siano gli stessi che si producono nei paesi asiatici, ecc. Avremmo voluto che si cercassero le risorse facendo pagare gli evasori, mettendo una tassa sui grandi capitali (lo dice anche la Confindustria), eliminando la burocrazia e gli enti inutili, evitando sprechi di denaro pubblico in grandi opere che sono pensate guardando al passato, mentre il mondo sta cambiando e dovrà indurci a cambiare stili di vita, a partire dalla riduzione dall'assurdo tour mondiale delle merci che costa e consuma quantità enormi di energia che non possiamo più permetterci. Noi non abbiamo parlamentari o consiglieri regionali con cui confrontarsi, ma ci basta ascoltare i nostri coetanei per capire che così non va, che la politica non coglie la gravità della situazione, che è il momento che i giovani facciano sentire la propria voce. Ci sembra che ci siano più idee tra la gente che nelle teste dei parlamentari pagati ogni oltre ragionevolezza.
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