Il Tirreno

Un cimitero di carcasse nell'area portuale

Luigi Cignoni
Un motorino senza targa e semi distrutto abbandonato nella zona portuale
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Un motorino senza targa e semi distrutto abbandonato nella zona portuale

Le proteste di residenti e commercianti: scarsa attenzione all'immagine della città

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PORTOFERRAIO. Rifiuti e cartacce abbandonati un po' dovunque. Ma anche vecchi motorini lasciati nei posteggi e mai più rimossi. «Un pessimo biglietto da visita - dicono gli operatori turistici - per chi scende dai traghetti e ha il primo impatto con l'Isola».  Un'isola che dovrebbe fare della sua naturale vocazione al turismo la principale fonte di reddito e le opportunità di lavoro soprattutto per i giovani. Ma troppo spesso poco attenta all'immagine.  Il quadro, soprattutto nella zona portuale, è preoccupante. Biciclette smontate e carcasse di ferro giacciono in bella vista. «Un degrado dell'ambiente - dice qualche commerciante che ha il proprio esercizio nella zona - che avrebbe bisogno quanto prima di un recupero e un rirpistino di primordine». 

Come le biciclette e i motocicli che restano in questa zona da una stagione all'altra, ci sono anche le autovetture.  «Queste macchine - ci dice un residente delle case popolari che si affacciano sull'area portuale - stanno qui da molto tempo. È vero che una certa maggioranza appartengono a lavoratori pendolari, chi prende la nave tutti i giorni e lascia a Portoferraio il mezzo per poi la mattina recarsi sul luogo di lavoro. Ma è altrettanto vero che alcuni vengono proprio lasciate qui per mesi e mesi. Ci chiediamo - conclude - non si può studiare un altro sistema di parcheggio?».  Quello che preoccupa però di più chi opera nella zona portuale o fa del turismo è la constatazione che niente si faccia per migliorare l'immagine di Portoferraio.  Quando un piccolo intervento di recupero potrebbe aggiustare le cose e potrebbe significare che qui c'è attenzione a come si conserva l'ambiente.

«Le cartacce, i sacchetti di plastica che immancabilmente il vento porta dovunque - dice l'operatore turistico - sono facili da essere recuperate e tolte di giro. Molte di queste sono materiali pubblicitari. Perché non metterli in caselle postali adibite all'uopo, anziché lasciarle sui parabrezza delle macchine?».  E un esempio di abbandono del patrimonio architettonico del comune è anche la situazione in cui versa Punta Fine, nelle Fortezze, l'estremo baluardo del sistema difensivo della Città che guarda a nord-ovest. «C'è un nostro progetto - affermano i rappresentanti dello Studio Sintesi - di un itinerario, una passeggiata che dalla Punta del Gallo arrivi, passando dal Grigolo, fino a Punta Fine».

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