Il Tirreno

Porto, assegnata gara da 32 milioni

Giorgio Pasquinucci
Porto, assegnata gara da 32 milioni

Cmc e Sales si aggiudicano i lavori per le nuove banchine

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PIOMBINO. L'associazione d'impresa Cmc-Sales si è provvisoriamente aggiudicata l'appalto dei lavori del primo banchinamento previsto dalla Variene 2 del porto. Un impegno rilevante per l'Autorità portuale, che aveva messo a gara lavori per 32 milioni di euro, all'interno di un quadro economico di 38 milioni.  La zona interessata è quella del lato nord della Darsena Magona che, a fine lavori, andrà a costituire un triangolo con i riempimenti che saranno effettuati sul lato della Darsena Grande Lucchini. Qui saranno ricavati piazzali per 40mila mc e 500 metri lineari di banchine. Da momento dell'inizio dei lavori sono previsti 27 mesi per portarli a compimento.  Cmc e Sales si sono aggiudicati la gara con il 28,77% di ribasso.

Un'aggiudicazione però provvisoria, perché ora l'Ap dovrà esaminare la corrispondenza di tutta la documentazione al capitolato e dovranno poi passare altri 35 giorni per la presentazione di eventuali ricorsi. Dopo la selezione effettuata dall'Ap, alla gara erano state ammesse una quindicina di imprese.  I lavori previsti prevedono l'intercettazioni degli scarichi della Lucchini, ora nelle vicinanze dei carbonili, e il riconvolgiamento in altra zona. Sarà quindi realizzato il sistema di palancole, come prescritto dal ministero dell'Ambiente per evitare l'inquinamento della falda e del mare. Una serie di pali saranno infissi per 32-36 metri su fondo marino per sostenere una protezione di lastre di acciaio.

Il capitolato prevede anche il dragaggio di circa 80mila mc di materiali inquinati che, a secondo degli esiti della ricaratterizzazione, potranno essere collocati nelle vasche di colmata e inviate in discarica se pericolosi. Una volta realizzata la palancolatura, si passerà al riempimento con materiali idonei. Non è stato ancora verificata, al momento, la possibilità di impiegare in questa fase il conglomix, il materiale inerte che sarà prodotto dalla Tap miscelando i rifiuti siderurgici della Lucchini.  I nuovi banchinamenti, insime a ferrovia e viabilità, sono tra le opere più attese dagli operatori portuali. La crisi delle grandi aziende siderurgiche si fa sentire. «Il porto ha retto nei primi mesi dell'anno - dice il presidente dell'Ap Luciano Guerrieri - poi la crisi si è accentuata. Siamo sopra le cifre del periodo nero del 2009. Ma sotto di 600mila tonnellate rispetto l'anno scorso. Di queste 50mila tonnellate riguardano i traffici della Magona e il resto quelli della Lucchini». 

Per lo sviluppo del porto è tuttavia fondamentale che tutte le infrastrutture previste arrivino insieme all'appuntamento. «Stiamo riesaminando tutte le concessioni demaniali - dice Guerrieri - e avremo 27 mesi di tempo per individuare le aree utili allo sviluppo portuale e quelle che ancora effettivamente sono utili alla Lucchini. Alcune di quelle aree serviranno per realizzare il collegamento ferroviario con il porto e la 398».  L'incertezza sul futuro del centro sideurgico impedisce anche su questo versante previsioni a lunga scadenza. Le concessioni demaniali di cui è titolare l'Ap - per capire la vastità vanno dai pontili fino all'area dell'Altoforno - sono scadute infatti il 26 settembre scorso. La Lucchini ha chiesto una proroga almeno fino a dicembre, che l'Ap ha concesso in presenza di una richiesta di rinnovo per 4 anni. Anche questa è una indicazione dello stato di grave difficoltà in cui si trova la Lucchini in assenza di una proprietà decisa a continuare l'attività produttiva a ciclo integrale. 

Già pronto sulle scivanie dell'Ap invece il progetto definitivo della strada che, attraversando parte dei terreni Lucchini, dovrà collegare lo stabilimento della Tenarsi-Dalmine al porto, cerniera del progetto del polo logistico su cui stanno contando molto anche i sindacati per mantenere, se non addirittura estendere, gli attuali livelli occupazionali.  Su altri fronti la scommessa è sul prolungamento della 398 fino al porto e l'urbanizzazione delle aree retroportuali. L'Ap ha già acquistato dal Comune terreni nell'area industriale di Montegenoli, ma si accinge, come conferma Guerrieri, ad acquisirne altri nella zona della Terre Rosse. «Daremo la priorità all'urbanizzazione delle Terre Rosse - precisa il presidente - per progettare quanto prima un piano di insediamenti produttivi da destinatare in via prioritaria alle imprese portuali e naturalmente poi anche ad altri».

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