Il Tirreno

Più punti di sparo e gabbie contro i cinghiali

Più punti di sparo e gabbie contro i cinghiali

Intesa sull'emergenza ungulati ma non sull'eliminazione totale

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PORTOFERRAIO. Incrementare il numero dei selecontrollori e quello delle gabbie per la cattura dei cinghiali. Questi i due punti sul quali sindaci, Parco e Prefettura hanno trovato un'accordo per arginare la crescita esponenziale di ungulati sul territorio. L'accordo è stato raggiunto ieri mattina, nell'incontro sull'emergenza ungulati convocato dal viceprefetto per gli affari dell'Elba, Giovanni Daveti. «Le conclusioni raggiunte- afferma Daveti - trovano d'accordo Comuni, Provincia e Parco».

Il gruppo di lavoro, al cui dibattito hanno assistito anche i rappresentanti del comitato per l'eradicazione dei cinghiali (che ha già raccolto a sostegno di questa proposta 800 firme), ha deciso di incrementare sia l'attività dei selecontrollori che quella di cattura degli animali con i cosiddetti 'chiusini'. «Aumenterà il numero dei selecontrollori che possono svolgere attività di abbattimento all'interno dell'area protetta - annuncia Daveti - con calendarizzazione di questa attività e successiva verifica sul suo svolgimento».

Sarà aumentato il numero delle gabbie che potranno essere sistemate sia nel Parco che fuori da parte dei privati. «Sono state recepite - spiega la direttrice del Parco, Franca Zanichelli - le indicazioni che avevamo fornito come Parco. Ciò che ci interessa è che le iniziative che saranno intraprese rispettino le norme fondamentali in materia». Il Parco, anzitutto, si è impegnato a formare nuovi selecontrollori - che potranno essere gli stessi selezionati dalla Provincia ai quali verrà data la possibilità di seguire un corso di aggiornamento con il Parco - e a acquistare nuove gabbie. «Serve la garanzia - continua Zanichelli - che gli enti locali ci aiutino nell'individuare le zone dove consentire l'attività dei selecontrollori e che le varie postazioni vengano effettivamente utilizzate».

Il sistema di abbattimento andrà anzitutto ad incrementare il numero di capi di cinghiale abbattuti o catturati: per quest'anno la quota supera i mille e 200 capi.  «Quello che interessa al momento - conferma il viceprefetto - è ridurre il numero degli ungulati per rendere la loro presenza sopportabile. L'eradicazione, caso mai, sarà una scelta che faranno gli enti locali». Per ora quindi sembra che sia stata trovata una linea comune, senza prevedere azioni radicali che potrebbero portare ad una nuova rottura tra le istituzioni coinvolte.

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