Il Tirreno

Comitato per Campiglia

Decoro urbano carente, lettera aperta al sindaco per chiedere interventi

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 CAMPIGLIA. «Il degrado degli spazi urbani e del territorio aperto è sintomatico del livello di attaccamento di una comunità al suo ambiente ed è indice della capacità di una amministrazione di tutelare e promuovere questo attaccamento». Comincia così la lettera aperta al sindaco di Alberto Primi a nome del Comitato per Campiglia.  «L'amministrazione - scrive Primi - ha dimostrato la sua debolezza nel gestire casi macroscopici di degrado: i ritardi della realizzazione degli spazi pubblici in via Cerrini, il piano di spostamento dell'Italian Food, e l'attuazione dei programmi di naturalizzazione delle cave. Tanti altri sono però gli esempi di degrado che danno un quadro desolante d'incapacità di progettazione e di gestione».  «Elenco lungo, in questa lettera ci limitiamo a chiedere conto del perché le fontane sono quasi tutte desolatamente morte. La fontana è sempre stato un elemento importante nella costruzione di un luogo e di uno spazio urbano, ma senza acqua una fontana non ha senso. Nel Comune di Campiglia, salvo errori - ricorda - esistono tre fontane oltre ad un arredo urbano all'incrocio tra via Indipendenza e via dei Molini. Senza entrare nel merito della qualità delle opere, quel che salta all'occhio è che la fontana nel centro pedonale di Venturina non versa acqua ed il bacino è ridotto a un posacenere. La fontana in piazza Gallistru è pure priva d'acqua. La fontana una volta posta all'incrocio tra via Indipendenza e via dei Molini è l'unica che versa acqua ma è stata posizionata, per fare posto ad un arredo ridondante che dovrebbe valorizzare il passaggio della fossa calda. Nella pratica questa non è visibile, coperta da un muretto rivestito di mattonelline di vetro che nulla hanno a che fare con i materiali e i colori circostanti e che fanno assomigliare il tutto ad un bagno pubblico». Primi chiede al sindaco «che s'intende fare per far funzionare due fontane, per riposizionare una terza in modo da valorizzare un altro punto del paese, e per fare almeno sul lato strada, demolire un rivestimento assurdo».

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