Lutto
Danni al Buraccio per ferro e ingombranti gettati nei cassonetti
Valentina Landucci
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L’impianto di trattamento dei rifiuti al BuraccioEsa corre ai ripari e mette in campo un piano per migliorare la raccolta differenziata
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PORTOFERRAIO. Un episodio emblematico che la dice lunga sulla mancanza di un cultura del riciclaggio all'Elba. Qualche giorno fa nei cassonetti della differenziata sono finiti dei rottami di ferro che, una volta arrivati all'impianto di selezione dei rifiuti del Buraccio hanno seriamente danneggiato le macchine. E così Ilio Pisani, il nuovo presidente di Esa, la società che gestisce la raccolta e lo smaltimento all'Elba, insieme al consiglio di amministrazione decide di prendere carta e penna e scrivere - pubblicandolo su uno spazio pubblicitario - un invito alla cittadinanza: non gettate rottami e rifiuti ingombranti nei cassonetti perché i danni rischiano di ricadere sulle teste di tutti gli elbani.
Il caso è lo spunto per riflettere su cosa occorre fare per dotare l'isola di un sistema di raccolta della differenziata, nell'ambito di un ciclo completo per il riciclaggio, che di fatto non è mai esistito come dimostrano i dati: l'Elba finisce tra gli ultimi posti in Toscana per la differenziata. Un percorso doveroso in considerazione delle caratteristiche del territorio, particolarmente delicato dal punto di vista ambientale e vocato al turismo, ma anche nella prospettiva della nascita di una nuova società comprensoriale per la gestione dei rifiuti: un'azienda pubblico privata che si occuperà della raccolta e dello smaltimento in 111 Comuni della costa toscana.
«La fase che stiamo vivendo - spiega Ilio Pisani - è particolarmente importante: siamo chiamati ad accompagnare Esa e i Comuni all'appuntamento con la nascita della nuova società di gestione. In questo ambito il primo obiettivo è far sì che l'intero territorio venga gestito da Esa, cosa che ora non avviene a Campo nell'Elba e a Porto Azzurro. Ma è altrettanto importante organizzare un sistema di raccolta che porti l'isola a livelli di servizio analoghi al resto della Toscana, in particolare per quanto riguarda il riciclaggio».
Insomma il nuovo cda di Esa punta a strutturare la raccolta differenziata e far raggiungere ai quantitativi di carta, plastica, vetro e così via livelli almeno vicini alla media toscana. «Credo che su questa isola - spiega Pisani - la scommessa più grande sia rappresentata dal cambiamento dell'atteggiamento culturale verso il rifiuto: dobbiamo cambiare l'approccio intanto non limitandoci a parlare di differenziata ma entrando nell'ottica che i veri risultati si ottengono chiudendo il ciclo del riciclaggio, cioè trovando un mercato per i materiali che vengono raccolti separatamente». La strategia che l'azienda elbana intende avviare si sviluppa su due binari: i servizi di raccolta sul territorio, da modulare a seconda delle caratteristiche dei singoli Comuni e del tipo di utenza, e gli interventi sugli impianti. Uno dei nodi cruciali, che mette in campo entrambe le linee di intervento, è l'organico.
«Partiremo a breve con la raccolta della frazione organica del rifiuto a Marciana Marina - spiega Pisani - e progressivamente il sistema verrà esteso agli altri Comuni. L'obiettivo è andare a produrre un compost di qualità per il quale è necessario adeguare la linea già esistente al Buraccio che oggi può produrre solo compost grigio utilizzabile per la copertura di discariche. Con un compost di qualità potremmo contare su un mercato locale, quello dell'agricoltura, e quindi chiudere il cerchio del riciclaggio dell'organico con vantaggi che si traducono nell'abbattimento fino al 30% del quantitativo di rifiuti che viene indirizzato alle forme di smaltimento ordinarie». La pianificazione del sistema di raccolta da parte del nuovo cda di Esa può contare sul fatto che, dopo anni, l'impianto del Buraccio è finalmente funzionante.
Occorre investire sulla struttura, ma il lavoro portato avanti da chi ha preceduto Pisani - l'ex presidente Frangioni e il suo consiglio di amministrazione - sta dando i primi frutti. Il combustibile da rifiuti prodotto a Porto Azzurro viene infatti valorizzato, cioè utilizzato per produrre energia, nell'impianto di Scarlino. «Abbiamo avviato una fase sperimentale - spiega Pisani - per capire se il cdr prodotto al Buraccio ha le caratteristiche idonee per essere bruciato a Scarlino. Le prime verifiche confermano che la cosa è possibile e quindi dovremo presto andare alla definizione di un accordo su questo fronte tra l'Ato Costa e l'Ato Sud». Perché l'intero sistema funzioni occorre «che il cittadino - continua il presidente di Esa - sia messo in condizioni di conferire correttamente rifiuti».
Quindi saranno necessari campagne di formazione e informazione rivolte a cittadini ma anche al personale dell'azienda. Inoltre verrà organizzato un tipo di raccolta adatto alle singole esigenze dell'utente: porta a porta o isole ecologiche nei centri abitati, raccolta diretta alla fonte per le grandi utenze (che sarà avviata presto, ad esempio, alle Antiche Saline), compostaggio domestico per le abitazioni isolate. Metodi diversi che guardano da un lato all'ottimizzazione del sistema in termini di quantità di rifiuti che vengono intercettati, trattati o riciclati, ma anche all'impatto dello stesso. Ad esempio non deve essere secondaria, come suggerisce Pisani, la valutazione del costo "ambientale" di un mezzo che deve raggiungere case isolate magari per raccogliere solo pochi chili al giorno di spazzatura.
In questa logica si inserisce l'intenzione di Esa - nell'ambito degli investimenti sugli impianti - di andare a organizzare tre centri operativi sul territorio elbano, baricentrici rispetto ai Comuni isolani: Literno (per il versante occidentale dell'Elba), Portoferraio (attualmente c'è già l'impianto della Casaccia per la città e l'area centrale dell'isola) e Buraccio (per il versante orientale). Stazioni con varie funzioni tra le quali in alcuni casi anche la pre-lavorazione dei materiali raccolti in maniera tale da ridurre i volumi della plastica o della carta raccolte sul territorio per risparmiare sul conferimento (e i viaggi in nave) della differenziata negli impianti del continente.
Il caso è lo spunto per riflettere su cosa occorre fare per dotare l'isola di un sistema di raccolta della differenziata, nell'ambito di un ciclo completo per il riciclaggio, che di fatto non è mai esistito come dimostrano i dati: l'Elba finisce tra gli ultimi posti in Toscana per la differenziata. Un percorso doveroso in considerazione delle caratteristiche del territorio, particolarmente delicato dal punto di vista ambientale e vocato al turismo, ma anche nella prospettiva della nascita di una nuova società comprensoriale per la gestione dei rifiuti: un'azienda pubblico privata che si occuperà della raccolta e dello smaltimento in 111 Comuni della costa toscana.
«La fase che stiamo vivendo - spiega Ilio Pisani - è particolarmente importante: siamo chiamati ad accompagnare Esa e i Comuni all'appuntamento con la nascita della nuova società di gestione. In questo ambito il primo obiettivo è far sì che l'intero territorio venga gestito da Esa, cosa che ora non avviene a Campo nell'Elba e a Porto Azzurro. Ma è altrettanto importante organizzare un sistema di raccolta che porti l'isola a livelli di servizio analoghi al resto della Toscana, in particolare per quanto riguarda il riciclaggio».
Insomma il nuovo cda di Esa punta a strutturare la raccolta differenziata e far raggiungere ai quantitativi di carta, plastica, vetro e così via livelli almeno vicini alla media toscana. «Credo che su questa isola - spiega Pisani - la scommessa più grande sia rappresentata dal cambiamento dell'atteggiamento culturale verso il rifiuto: dobbiamo cambiare l'approccio intanto non limitandoci a parlare di differenziata ma entrando nell'ottica che i veri risultati si ottengono chiudendo il ciclo del riciclaggio, cioè trovando un mercato per i materiali che vengono raccolti separatamente». La strategia che l'azienda elbana intende avviare si sviluppa su due binari: i servizi di raccolta sul territorio, da modulare a seconda delle caratteristiche dei singoli Comuni e del tipo di utenza, e gli interventi sugli impianti. Uno dei nodi cruciali, che mette in campo entrambe le linee di intervento, è l'organico.
«Partiremo a breve con la raccolta della frazione organica del rifiuto a Marciana Marina - spiega Pisani - e progressivamente il sistema verrà esteso agli altri Comuni. L'obiettivo è andare a produrre un compost di qualità per il quale è necessario adeguare la linea già esistente al Buraccio che oggi può produrre solo compost grigio utilizzabile per la copertura di discariche. Con un compost di qualità potremmo contare su un mercato locale, quello dell'agricoltura, e quindi chiudere il cerchio del riciclaggio dell'organico con vantaggi che si traducono nell'abbattimento fino al 30% del quantitativo di rifiuti che viene indirizzato alle forme di smaltimento ordinarie». La pianificazione del sistema di raccolta da parte del nuovo cda di Esa può contare sul fatto che, dopo anni, l'impianto del Buraccio è finalmente funzionante.
Occorre investire sulla struttura, ma il lavoro portato avanti da chi ha preceduto Pisani - l'ex presidente Frangioni e il suo consiglio di amministrazione - sta dando i primi frutti. Il combustibile da rifiuti prodotto a Porto Azzurro viene infatti valorizzato, cioè utilizzato per produrre energia, nell'impianto di Scarlino. «Abbiamo avviato una fase sperimentale - spiega Pisani - per capire se il cdr prodotto al Buraccio ha le caratteristiche idonee per essere bruciato a Scarlino. Le prime verifiche confermano che la cosa è possibile e quindi dovremo presto andare alla definizione di un accordo su questo fronte tra l'Ato Costa e l'Ato Sud». Perché l'intero sistema funzioni occorre «che il cittadino - continua il presidente di Esa - sia messo in condizioni di conferire correttamente rifiuti».
Quindi saranno necessari campagne di formazione e informazione rivolte a cittadini ma anche al personale dell'azienda. Inoltre verrà organizzato un tipo di raccolta adatto alle singole esigenze dell'utente: porta a porta o isole ecologiche nei centri abitati, raccolta diretta alla fonte per le grandi utenze (che sarà avviata presto, ad esempio, alle Antiche Saline), compostaggio domestico per le abitazioni isolate. Metodi diversi che guardano da un lato all'ottimizzazione del sistema in termini di quantità di rifiuti che vengono intercettati, trattati o riciclati, ma anche all'impatto dello stesso. Ad esempio non deve essere secondaria, come suggerisce Pisani, la valutazione del costo "ambientale" di un mezzo che deve raggiungere case isolate magari per raccogliere solo pochi chili al giorno di spazzatura.
In questa logica si inserisce l'intenzione di Esa - nell'ambito degli investimenti sugli impianti - di andare a organizzare tre centri operativi sul territorio elbano, baricentrici rispetto ai Comuni isolani: Literno (per il versante occidentale dell'Elba), Portoferraio (attualmente c'è già l'impianto della Casaccia per la città e l'area centrale dell'isola) e Buraccio (per il versante orientale). Stazioni con varie funzioni tra le quali in alcuni casi anche la pre-lavorazione dei materiali raccolti in maniera tale da ridurre i volumi della plastica o della carta raccolte sul territorio per risparmiare sul conferimento (e i viaggi in nave) della differenziata negli impianti del continente.
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