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 PORTOFERRAIO. Lotta al lavoro nero, al mancato rispetto delle condizioni di sicurezza. Controlli ...

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 PORTOFERRAIO. Lotta al lavoro nero, al mancato rispetto delle condizioni di sicurezza. Controlli in bar, ristoranti. Risultato? Un resoconto dettagliato del lavoro di carabinieri e ispettori provinciali del lavoro. Operazione sinergica che ha portato, tra l'altro, alla sospensione dell'attività per una dozzina di locali e a quasi 130.000 euro di multe. Azione portata avanti per tutta l'estate e che, cifre alla mano, è tra le più massicce degli ultimi anni. Fondamentale l'apporto dei militari delle sei stazioni che hanno messo in condizioni il personale esterno di operare con cognizione sulle singole realtà. Negli otto comuni sono state eseguite quasi 200 ispezioni tra giugno e settembre, col controllo di quasi 800 lavoratori e delle loro relative posizioni d'impiego, con un impegno di militari che ha sfiorato le 160 unità.  Ogni settimana, coppie di ispettori della direzione del lavoro di Livorno o dei nuclei carabinieri ispettorato del lavoro dei vari capoluoghi toscani, si sono accompagnati a pattuglie in uniforme dei militari delle stazioni e hanno controllato pure stabilimenti balneari, locali notturni, alberghi e pizzerie per verificare il rispetto dell'ampia normativa che tutela i lavoratori, ma non solo: il compito dei carabinieri, era anche quello di verificare l'adesione alle regole riguardanti il commercio e la sicurezza pubblica, a tutela del turista e dei cittadini. Nella maggior parte dei casi è emerso il rispetto delle regole, ma non sono mancate le violazioni, per lo più amministrative. Sono state accertate posizioni fuori norma (per lo più, poi, corrette, a seguito delle prescrizioni) per 91 lavoratori di cui 19 minori (a tutela dei quali vigono rigide norme penali che impongono, tra l'altro, il doppio riposo settimanale, le visite mediche e il divieto di impiegarli, almeno nei settori ispezionati, dopo le 23) e per lo più (47 i casi) riguardanti lavoratori in nero (il cui impiego prevede la cosiddetta maxisanzione, che parte da 1.500 ma che varia secondo il periodo di lavoro sommerso e in base all' eventuale successiva regolarizzazione del lavoratore). Per l'aspetto sicurezza l'Arma ha inciso laddove i proprietari di strutture ricettive hanno omesso di regolarizzare le schede dei propri alloggiati all'autorità (violazione penale) o per quegli esercizi che hanno praticato intrattenimenti musicali non autorizzati, non hanno rispettato gli orari di chiusura o addirittura disturbato il riposo delle persone (penale anche questa mancanza), andando oltre i limiti d'orario e di rumorosità. E se il dato delle cifre evase (contributi e premi) è rilevante (oltre 25.000), lo è ancora di più quello dell'importo delle sanzioni irrogate, che sfiora i 130.000 euro. Come detto 12 sono stati i provvedimenti di sospensione d'esercizio (per lo più per mancata registrazione del numero di lavoratori pari o superiore al 20% di quello effettivamente occupato) di cui 10 poi revocati (grazie alla regolarizzazione) con oltre 6mila di oneri recuperati. Quadro di regolarità diffusa in un settore a carattere quasi totalmente stagionale e proprio perché tale, per i vertici dell'Arma e della Direzione provinciale del lavoro, andava e andrà controllato nel periodo di massima espressione produttiva, a tutela di quelle categorie di lavoratori (minori su tutti) sulla cui salute e efficienza l'economia elbana poggia. Verdetto finale, comunque, positivo: non sono arrivate a 70 le mancanze (tra penali e amministrative) rilevate.

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