Attenzione
In sciopero i lavoratori della Lucchini
◗
Le acciaierie Lucchini Assemblee in fabbrica per preparare la mobilitazione del 15
2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. I lavoratori Lucchini scendono oggi in sciopero per un'ora e mezzo con assemblee che si svolgeranno in contemporanea agli impianti vecchi, all'ex Dup e al refrettorio Tve dalle 9 alle 10,30, dalle 20,30 alle 22,30 e dalle 22 alle 23,30. La mobilitazione è stata indetta dalla Rsu per preparare lo sciopero della siderurgia del 15 novembre. Nonostante la definizione dell'atto di vendita di Ascometal, la situazione della Lucchini resta preoccupante. L'azienda ha già programmato fermate a singhiozzo dell'altoforno tra novembre e dicembre. Alla cassa integrazione già aperta per circa 160 lavoratori del Tpm si aggiunge l'intenzione di non rinnovare i contratti a termine (una quarantina di qui alla fine dell'anno, circa 170 in tutto). C'è intanto ancora attesa per l'approvazione del piano finanziario che, dopo l'accordo con le banche, deve essere ancora asseverato e depositato in tribunale prima di poter effettivamente incassare i 260 milioni della vendita di Ascometal. I sindacati, considerando anche l'aggravarsi della crisi della Magona, che ha previsto 3 settimane di totale fermata, hanno deciso di organizzare uno sciopero generale della siderurgia (imprese comprese) per il 15 novembre, chiedendo l'adesione dei commercianti. In ballo anche uno sciopero generale di tutte le categorie del comprensorio, sul quale finora sembrano trovarsi d'accordo Cgil e Uil. Subordinata ad una serie di passaggi, invece, l'adesione della Cisl che, attraverso il segretario provinciale Giovanni Pardini e il responsabile di zona Francesco Scappini, chiede che la Regione, con la presenza del presidente Rossi, faccia delle vertenza Piombino una priorità per tutta la Toscana. La Cisl (che si domanda anche che fine abbia fatto la task force regionale) si rivolge alla istituzioni anche per riaprire un confronto col governo per individuare una "exit strategy" dalla crisi, per l'industria, l'indotto, le infrastrutture e lo sviluppo della zona. «Se non ci saranno risposte credibili - sostiene la Cisl - l'unica arma che avremo sarà lo sciopero generale di zona».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
