Il Tirreno

Per i vertici dell’associazione inconsistenti le accuse alla presidente elbana

Dall'Enpa nazionale piena fiducia ad Affini

Stefano Taglione
Un cane abbandonato e soccorso dai volontari dell’Enpa
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Un cane abbandonato e soccorso dai volontari dell’Enpa

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 MARINA DI CAMPO. Non si placano le polemiche all'interno dell'Enpa elbano. La scorsa settimana alcuni soci, capeggiati dal portavoce Paolo Mini, hanno accusato la responsabile, Nicoletta Affini, di guidare la sezione a scopo personale senza ascoltare le proposte degli associati.  Il clima incandescente venutosi a creare ha allarmato perfino il direttivo nazionale, che si è schierato fin da subito dalla parte della Affini, esprimendo piena soddisfazione per il suo operato.  «Il commissariamento della sezione - spiega la presidente Carla Rocchi - non è un atto di sfiducia verso la Affini, bensì un atto di fiducia nei suoi confronti. Nella situazione in cui si trovava era impossibile lavorare serenamente, dato che aveva tutti contro. Per questo abbiamo deciso di concentrare su di lei ogni funzione finché non si ripristineranno le condizioni ottimali per formare un nuovo consiglio direttivo. Quanto denunciato dai soci "ribelli" non trova riscontro nella realtà. Se queste persone hanno qualche dubbio di natura economica si possono rivolgere a noi e, se insoddisfatti, facciano pure un esposto in procura come del resto hanno già annunciato. Nella prossima assemblea nazionale decideremo se adire le vie legali contro questi personaggi». La mancanza di trasparenza di Affini, come denunciato dai soci elbani, non trova riscontro ai vertici della onlus. «Il consiglio direttivo elbano - precisa il direttore nazionale Michele Gualano - è stato sciolto per altre ragioni. Solo la tesoriera Gabriella Lanforti ha lasciato per questa presunta mancata trasparenza in ambito economico, dato che il resto del consiglio si è dimesso per motivi strettamente personali. E' tutto in regola e chiunque voglia sapere di più si deve rivolgere a Roma. Saremo ben lieti di fugare ogni dubbio». Affini, dal canto suo, si dice molto dispiaciuta per l'accaduto. «Non esiste alcuna rivolta - dice - ma solo una presa di posizione guidata dall'ex tesoriera Gabriella Lanforti, suo marito Paolo Mini e un esiguo numero di persone, la maggior parte dei quali iscrittisi per l'occasione. Le attività svolte dalla sezione elbana non sono state caratterizzate da un sistema totalmente oligarchico, ma da interventi collaborativi in cui tutti i volontari e soci disponibili sono stati coinvolti. Di tutti quanti gli interventi effettuati dalla sezione vi è documentazione comprovata da pezze giustificative inserite a bilancio che, mensilmente, viene trasmessa alla sede centrale di Roma».

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di Redazione web