Il Tirreno

 PIOMBINO. Una legge regionale e nazionale che rimedi alla mancanza di una vera e propria ...

Francesca Lenzi
Alberto Guerrieri e l’assessore regionale Daniela Scaramuccia
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Alberto Guerrieri e l’assessore regionale Daniela Scaramuccia

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 PIOMBINO. Una legge regionale e nazionale che rimedi alla mancanza di una vera e propria figura istituzionale a tutela dei disabili gravi e delle loro famiglie. È quanto chiede Alberto Guerrieri, presidente dell'associazione www.dirittovitadignitosa.it, e padre di Roberto, unico caso accertato in Toscana colpito dalla sindrome "Locked-in", dopo un incidente stradale nel 2004.  «Le leggi ci sono, ma troppo spesso non bastano - spiega Guerrieri - Occorre un sostegno concreto che segua il progetto di assistenza considerando disabile e famiglia come una cosa sola, un corpo inscindibile».  Guerrieri presenterà la proposta di legge, legata a una raccolta di firme, il 25 novembre a Firenze, in occasione della seconda edizione del convegno "Diritto a una vita dignitosa", in consiglio regionale. All'appuntamento, organizzato dall'associazione di Guerrieri, con "Scienza&vita" e "NeuroCare onlus", parteciperanno tra gli altri l'assessore alla salute della Toscana, Daniela Scaramuccia, e il vicepresidente Giuliano Fedeli.  «Per il secondo anno abbiamo anche il patrocinio della Regione - spiega Alberto Guerrieri - Il mio obiettivo è fare luce sulla situazione drammatica che spesso vivono i parenti dei disabili gravissimi, lasciati soli quando ne avrebbero più bisogno. Non parlo di un aiuto collegato alle grandi associazioni che si occupano di gravi patologie, ma delle singole famiglie che non hanno né voce né visibilità. Il sindaco di Piombino ha già lasciato la propria firma a favore della mia proposta di legge».  Roberto Guerrieri alcuni mesi fa, in un incontro con Scaramuccia, aveva inoltrato in via ufficiale la richiesta di un progetto integrato di assistenza domiciliare attivo 24 ore al giorno, tutto l'anno, e gestito da personale qualificato. Progetto al quale sono seguiti incontri tra Regione e Asl, che si sono impegnate a collaborare con la famiglia per una soluzione efficace.  «Nonostante questo io mi sento moralmente impegnato a lottare perché tutti possano avere la giusta forma di assistenza, sanitaria ed economica - dice Alberto Guerrieri - La mia vuole essere un'iniziativa senza colore politico, che appartenga a tutti e che impegni unicamente la propria coscienza sociale».

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