Gioco
No alla tassa di soggiorno «Ma se va pagata, almeno diteci come sarà usata»
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Turisti a passeggio in una sera estiva nel centro storico di Piombino Gli albergatori chiedono chiarezza sul "balzello" Venerdì prevista una riunione tra associazioni e addetti
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PIOMBINO. «Sia l'associazione che le imprese sono assolutamente contrarie alla tassa di soggiorno. Ma se proprio dovremo accettarla, è fondamentale che ciò avvenga in un clima di concertazione». A parlare è Adeanna Grilli, responsabile di zona Confesercenti, a poche ore dall'incontro che venerdì riunirà associazioni di categoria e operatori delle strutture ricettive della Val di Cornia. L'assemblea si terrà a partire dalle 15 nella sala meeting dell'hotel Terme di Venturina. Le associazioni di categoria Confesercenti e Confcommercio discuteranno con albergatori, ristoratori e altri imprenditori turistici di un tema diventato scottante, soprattutto in seguito agli esperimenti di altre città. Di fatto la Regione ha già dato la sua approvazione all'introduzione della tassa anche sul nostro territorio: la maggioranza dei sindaci l'ha poi ipotizzata a più riprese ma, almeno fino ad oggi, senza darne risoluzione definitiva. Non ancora interpellate sulla vicenda le associazioni di categoria, che alzano adesso i propri scudi su una norma - lamentano - non priva di elementi controversi. «Soprattutto - aggiunge Grilli bisognerà cercare di capire fino a che punto la tassa non favorisca il sommerso. Su questo occorre molta attenzione, così come ne serve se ci mettiamo a valutarla dal punto di vista della competitività. In questo momento di crisi ogni scelta da parte degli utenti può rivelarsi pesante per il territorio». Più cauta, ma ugualmente poco persuasa, Confcommercio: «In linea di massima ci diciamo contrari - spiega il responsabile Alessandro Baldi - ma dal momento in cui ufficialmente non è stato ancora detto niente, il confronto di venerdì serve soprattutto a capire la posizione degli operatori. Poi, naturalmente, spetterà alle amministrazioni la valutazione». Ciò che in massima misura sarebbe interessante capire, specificano all'unisono Confcommercio e Confesercenti, è quello che le amministrazioni intendono fare con gli eventuali proventi che deriveranno da questa tassazione. Un conto - sottolineano le associazioni - è un quantomai auspicabile investimento sul turismo, un altro un riutilizzo "tappabuchi" della maggior parte di queste entrate. «Noi operatori avremo sicuramente poca voce in capitolo in tutto questo - spiega Alberto Mariani, direttore dell'Hotel Esperia - ma il timore è che le cose vadano proprio così e che solo la minima parte dei proventi dell'imposta possa essere usata per rendere il nostro territorio più fruibile rispetto alle esigenze dei turisti». «Una cosa però è certa - conclude Mariani - e cioè, se in generale parlare di tassazioni produce sempre un umor nero, una imposta di questo genere non fa certo fatica a mostrarsi quanto meno inopportuna».
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