La protesta
LA CITTÀ CHE VORREI
Ancora poche le vie intitolate alle donne di valore
Maida Landi (gruppo Pdl in consiglio provinciale)
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Oriana Fallaci, (1929-2006): il coraggio di una donna che rifiutò sempre i compromessi e che accettò di essere scomoda per seguire la sua rotta. Chi se non lei ha diritto di essere ricordata nella toponomastica cittadina? Anche in questo settore le donne sono state sempre discriminate: difatti, se andiamo a vedere, le vie al femminile sono veramente poche, anche se in questi ultimi anni le amministrazioni comunali, con un risveglio di sensibilità, qualcosa hanno fatto e forse hanno in programma di fare. Personalmente auspico che lei - toscana e fiorentina doc - entri a pieno titolo nella lista di coloro che aspettano questo riconoscimento. Non sarà difficile trovare uno spazio, perchè i regolamenti urbanistici non mancano di vasti programmi cementificatori. E che non sia, per favore, come è accaduto per gli Appiani che beneficiano di un anonimo "slarghetto" intasato dalle macchine e che nulla ha a che fare con la storia di Piombino. Non è andata meglio ai Boncompagni, che però non olezzano di virtù amministrative. Che dire infine della Baciocchi? Livorno ha una via Baciocchi, noi ci siamo limitati a una via della Principessa senza specificare quale principessa. Insomma di donne da ricordare con una via ce ne sono tante, scrittrici, atlete, musiciste, imprenditrici, scienziate, basta cercarle e rimediare a questo gap.
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