Gioco
Calano i prezzi delle case ma il mercato non decolla Gli agenti: «Colpa delle banche»
M. Massei Autunnali
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Unimmagine panoramica della città dove è sempre più difficile vendere e acquistare case La difficoltà di accendere un mutuo frena gli acquisti «Si vende pochissimo, eppure qualche buon affare è possibile»
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PIOMBINO. Prezzi delle case in calo, senza però che questo sia sufficiente a rafforzare un mercato che sarebbe difficile non definire in crisi. Chi voleva vendere si è ritrovato a dover ritoccare quasi sempre le proprie richieste, recitano in coro le agenzie immobiliari, sebbene talvolta si sia trattato di un provvedimento preso anche dopo parecchi mesi di case messe in vendita e rimaste invendute. Quasi mai si è trattato di ribassi sostanziali: i prezzi a Piombino non sono mai precipitati così come è accaduto in città come Pisa o Livorno, o anche altre realtà più piccole nei nostri dintorni. «Qui da noi - si dice da più parti - anche la crisi è arrivata piano piano, sia per tempi, sia per costi. Ciononostante alcuni potenziali venditori hanno preferito mettersi momentaneamente da parte e aspettare tempi migliori». La situazione, a guardarla da vicino, è molto articolata. «Il problema principale viene dalle banche - spiega Cinzia Pampaloni, responsabile dell'agenzia Domus - Accendere un mutuo è diventato qualcosa di molto complicato: i giovani con contratti di lavoro a tempo determinato possono scordarsi di ottenerne uno, e anche quelli con contratto a tempo indeterminato non hanno molte speranze, se in casa lavora una persona sola. E questo vale sia in caso di nuclei appena formati che vogliono comprarsi una casa piccola, sia per quelli che magari vedono aumentare i componenti per la nascita dei figli e voglio vendere la propria casa per acquistarne una più grande. Ovunque incontrano difficoltà». «Le banche, inoltre, hanno una memoria infallibile - sottilineano dall'agenzia Masinimmobiliare - Basta una ricevuta o un bollettino non pagati risalenti anche a dieci anni prima, e subito salta la trattativa. Se il mercato è fermo, una buona fetta di responsabilità è anche loro». Tornando alle caratterizzazioni familiari non mancano i casi di giovani single che, comprata una casa, dopo un po' di tempo hanno trovato più vantaggioso tornare a casa dei propri genitori e rivendere o affittare l'immobile: «Sono le conseguenze sociali del panorama economico - commenta Pampaloni da Domus - che nella nostra città si caricano anche della situazione dell'acciaieria, nonché di tutto l'indotto». Vendere case, insomma, è diventato un mestiere difficile a Piombino, anche se ovviamente non mancano richieste. «La possibilità di fare buoni affari c'è - sottolinea ancora Masinimmobiliare - anche se bisogna fare delle distinzioni: non tutte le zone di Piombino sono uguali e non in tutti i casi l'investimento ha i suoi vantaggi». Per fare qualche esempio, le zone più periferiche della città e più vicine alla fabbrica sono quelle che costano meno, ma anche quelle meno desiderate dagli acquirenti. Le cose cambiano se ci si sposta in zona Portici, via della Repubblica e il centro (più o meno nell'area circostante piazza Gramsci), oppure nell'area opposta di via De Sanctis e Perticale, dove si concentra la maggior parte delle richieste di chi ha necessità di acquistare, ma non può fare troppe scelte. Chi ha maggiori possibilità, concordano le agenzie, guarda a Salivoli o nel centro storico, o comunque laddove la vista mare funge da elemento quasi discriminante nella qualità (e di conseguenza nei prezzi): qui, aggiungono, il panorama è più bello e si gode di un'aria migliore, tutte caratteristiche che hanno la loro incidenza, soprattutto se si parla di appartamenti al primo piano e dotati di terrazzo (meglio se pranzabile). Ovunque si voglia comprare, tuttavia, c'è un interrogativo che rimane solido: meglio un immobile nuovo o da ristrutturare? «Per carità - conclude Pampaloni da Domus - il nuovo costa troppo, e chi lo compra più? E poi, in caso di difficoltà, come si fa rivenderlo?»
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