Il Tirreno

Le associazioni aprono alla tassa di sbarco

Auto di turisti in attesa di imbarco su un traghetto in porto a Piombino
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Auto di turisti in attesa di imbarco su un traghetto in porto a Piombino

Per gli operatori turistici più utile e giusta di quella di soggiorno

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 PORTOFERRAIO. Tassa di soggiorno alL'Elba? No meglio una tassa di sbarco. Non ci sono distinguo fra le associazioni economiche e degli operatori turistici elbani. Dalla Confcommercio alla Confeserceti, dalla Faita all'Associazione albergatori.  Se tassa deve esserci meglio quella di sbarco: come dire sui flussi turistici in movimento sulle navi al di là delle presenze nelle strutture ricettive. Una soluzione che potrebbe portare centinaia di migliaia di euro nelle casse dei Comuni (il movimento passeggeri si attestano annualmente intorno alle 600mila vacanzieri) che potrebbero essere destinati al comparto turistico. «Supportiamo e ci affianchiamo all'Ancim - dichiarano le associazioni - nella proposta di legge che vede l'istituzione della tassa di sbarco». Una proposta avanzata e sostenuta dai sindaci di Ischia e Capri. «Non condividiamo, anzi siamo fortemente contrari - continuano le associazioni - alle politiche condotte da alcuni sindaci del continente che hanno pensato di coprire i loro dissestati bilanci con l'istituzione della tassa di soggiorno causando gravissimi danni alle imprese ricettive del loro territorio. Questi sindaci hanno favorito e stanno favorendo il turismo mordi e fuggi, hanno causato la perdita della competitività delle aziende, con il conseguente abbandono dei tour operators stranieri». Per gli operatori economici dell'isola: «La tassa di sbarco, nel quadro dei sacrifici chiesti agli italiani dal Governo per la gravissima crisi italiana, ha per lo meno il merito di non colpire solo le aziende ricettive ufficiali, ma di gravare anche sul sommerso». Ma non solo. Secondo Confesercenti, Confcommercio, Faita, Associazione albergatori: «La tassa di sbarco consente inoltre di evitare guerre fratricide tra comuni vicini: tra chi l'applica e chi no». Se ben gestita «attraverso ad esempio la gestione associata dei Servizi che ha trovato l'adesione dei sindaci dell'Elba - concludono le categorie - potrebbe favorire una attività di promozione del comprensorio che, ricordiamo, quest'anno è completamente mancata causa lo scioglimento Apt».

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