Il Tirreno

A Capoliveri arrivano le prime undici boe intelligenti

Immersioni in sicurezza e nel rispetto del mare

Antonella Danesi
I mezzi dei diving elbani ad una delle boe posizionate a Morcone
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I mezzi dei diving elbani ad una delle boe posizionate a Morcone

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 CAPOLIVERI Undici punti per immergersi in tutta traquillità e allo stesso tempo per tutelare la flora e la fauna marina. E' il progetto linea di boe, presentato dall'amministrazione comunale di Capoliveri e realizzato, dopo un anno e mezzo, con la collaborazione del Consorzio Elba Diving e la sponsorizzazione della Mares. Si tratta di undici boe intelligenti (del tipo Manta Ray) posizionate tra Capo Calvo e Fonza, che permetteranno di salvaguardare il fondale marino. Una strategia per garantire protezione e risanamento dell'ecosistema marino, assicurando la correttezza ecologica delle attività economiche connesse. Sono, infatti, dotate di un tassello al fondo, con una boa a cinque metri dalla superficie, come tappa di decompressione e che permette l'ormeggio delle imbarcazioni attraverso una cima di cinque metri di lunghezza che evita ai mezzi di buttare l'ancora e rovinare i fondali.  La boa di superficie è individuabile dai radar e di notte è visibile a tre miglia di distanza. Le sagole poste sul fondale delimiteranno aree sicure, all'interno delle quali sarà sempre possibile ritrovare il punto di partenza per riemergere vicino alla propria imbarcazione, anche in caso di mutate condizioni meteomarine. Ogni punto permette l'attracco di due imbarcazioni.  «E' un progetto - ha commentato l'amministratore delegato della Mares - che per la prima volta affronta il problema dell'incolumità del subacqueo». E allo stesso tempo garantisce la tutela della zona marina in cui si trova la boa, rappresentando una sorta di oasi per la riproduzione. «Abbiamo la sicurezza di aver intraperso un'ottima iniziativa che perseguivamo da tempo - ha commentato il persidente del consorzio Diving Simone Innocenti - da cui possiamo partire per fare un lavoro in prospettiva con la speranza che presto la linea di boe sia ampliata e possa dipanarsi in tutto il mare elbano». All'incontro erano presenti le amministrazioni di Porto Azzurro e Marciana interessate al progetto, costato circa 20mila euro e che ha visto la parte progettuale realizzata interamente da Vincenzo Rabbiolo, funzionario del Comune di Capoliveri.  «L'obiettivo è dare sicurezza ai diving e agli ospiti, - ha commentato il sindaco Barbetti - ma anche creare delle zone riservate e protette. E' sempre stata la nostra filosofia, tant'è che avevamo già pronto anche un progetto per l'area marina protetta». Sarà il Comune e gestire le boe e a ricevere le prenotazioni, tramite il sito Elba dive park già attivo. Le 11 boe reteranno in mare per tutto il mese, dopo saranno tolte durante l'inverno e riposizionate per il 15 aprile ad apertura di stagione.

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