Il Tirreno

Paradisino, archiviato il progetto

Paolo Federighi

Il Consiglio approva l'atto di indirizzo per conservare lo storico parco

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 SAN VINCENZO. Il venturinese Enio Forconi, proprietario del Paradisino, luogo storico di San Vincenzo, era in prima fila lunedì nell'aula consiliare. Attento e perplesso, ha ascoltato il sindaco Michele Biagi e dei capigruppo delle opposizioni, Nicola Bertini del Forum e Davide Lera di San Vincenzo per tutti. Il sindaco ha ribadito la volontà, già anticipata un mese fa in un'intervista rilasciata a Il Tirreno, di cercare un accordo con la proprietà per lasciare il Paradisino così com'è adesso.  Ad affiancare l'atto d'indirizzo della maggioranza, una mozione del Forum di centrosinistra, che si è dichiarato soddisfatto di questo «passo indietro» dell'amministrazione sul progetto che prevedeva, all'interno del parco, 1.500 mq di costruzioni per strutture ricettive e residenziali.  Ma a sollevare le critiche è stato l'avvocato Davide Lera, che ha considerato quello dell'amministrazione «un atto arrogante che lede i diritti acquisiti del cittadino. Siamo davanti - ha detto l'avvocato - ad un privato che non solo ha comprato il Paradisino, ma ha ottenuto da quest'amministrazione, solo alcuni anni fa, tutte le approvazioni possibili e che ha sottoscritto con essa perfino una convenzione. Adesso, senza neanche discutere con la proprietà, l'amministrazione decide di tornare indietro e stralciare tutto».  «Un atto pericolosissimo. Il proprietario potrebbe in qualsiasi momento rivalersi legalmente sull'amministrazione. Non che io non sia contento che il nostro verde pubblico sia conservato, ma mi chiedo quale valore ormai abbiano, per quest'amministrazione, i documenti e gli atti ufficiali».  «Vorrei sapere - ha proseguito - chi ripagherà la proprietà dei soldi già investiti. Trovo forti analogie fra questo caso e quello dell'area San Giovanni, dove per evitare possibili azioni legali, il proprietario ha perfino rinunciato al 30% dei volumi concessigli».  Per Vinicio Morandini, del gruppo di Lera, «l'amministrazione è forte con i deboli e debole con i forti. Mi chiedo - ha detto Morandini - cosa avreste fatto se a possedere il Paradisino fosse stata ancora la Solvay. Sicuramente non avreste neanche pensato ad un'azione di tale arroganza».  Secondo Bertini, «Ill fatto l'ammnistrazione voglia tornare indietro sul Paradisino, nonostante abbia approvato tutti i documenti necessari all'intervento, tradisce comunque la contraddizione secondo cui alcuni atti si possono rivedere, mentre altri, come quello della Tenuta di Rimigliano, non si possono rivedere. Approviamo la mozione - ha proseguito Bertini - pronti a supportarvi in questa decisione, nella speranza di potervi veder fare il solito passo indietro anche su Rimigliano».  Il sindaco Biagi ha spiegato che «la proprietà ha tutto il diritto di fare la propria strada e seguire il progetto, ma noi speriamo di poter discutere in modo da trovare una soluzione idonea. Non voglio parlare - ha detto il primo cittadino - di stralciare il piano, quanto piuttosto di rivederlo. E' un punto importante nella nostra strada per la tutela del paesaggio e del patrimonio dei beni del territorio comunale».  Fuori consiglio, Enio Forconi, insieme al progettista dell'intervento Marco Sparapani, ha affermato di voler attendere alcuni giorni prima di esprimersi pubblicamente sull'argomento. «Devo capire bene la situazione», ha solo detto.

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