Il Tirreno

ABBATTIMENTI

Sindaci ancora divisi sulle strategie da usare

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 PORTOFERRAIO. Restano distanti le posizioni dei primi cittadini dell'Elba sulle strategie necessarie a eliminare una volta per tutte il problema cinghiali. Da una parte c'è chi, come il sindaco di Capoliveri Ruggero Barbetti, respinge l'ipotesi dell'eradicazione per «non far venir meno la funzione sociale che sul nostro territorio riveste la caccia». Dall'altra chi, come i primi cittadini di Campo e Marciana, Vanno Segnini e Anna Bulgaresi, non si interroga tanto sulle parole e condivide sia ipotesi di riduzione che di abbattimento totale perché l'importante è risolvere il problema. Di certo il confronto - apprezzato da tutti - con la prefettura per individuare un piano di intervento condiviso non sarà del tutto pacifico perché le posizioni restano distanti.  Per Carlo Rizzoli, assessore di Portoferraio, quello che conta è anzitutto allargare ad altre categorie, anzitutto gli agricoltori, il tavolo di confronto in prefettura e coinvolgere quanti più soggetti possibili nelle strategie per la riduzione dei cinghiali. Interventi rispetto ai quali la Provincia, come ha affermato l'assessore Schezzini, è pronta a fare la propria parte.  «Come altri - afferma il sindaco di Rio Elba Alessi - ritengo che l'obbiettivo finale debba essere l'eradicazione sulla base di un progetto da realizzarsi in tempi rapidi. Auspico il coinvolgimento degli agricoltori e dei cacciatori». Un coinvolgimento necessario anche secondo Luca Simoni, assessore di Porto Azzurro.  Escludere da un progetto di eradicazione o riduzione degli ungulati il mondo venatorio è per il primo cittadino di Marciana Marina, Andrea Ciumei, «pura fantasia: senza i cacciatori il risultato non può essere raggiunto. Ci atterremo comunque alle decisioni del prefetto». Della possibilità di battute di caccia dentro le aree protette torna a parlare Fabrizio Baleni, assessore di Rio Marina. Ma la Regione e il Parco ricordano che qualunque soluzione dovrà essere portata avanti nel rispetto delle norme che non prevedono mute di cani e squadre di doppiette dentro l'area protetta.

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