Attenzione
Risanamento Lucchini più difficile, banche scettiche sul piano di rientro dal debito
L'attenzione è rivolta in questo momento alla risposta che le banche creditrici daranno giovedì al nuovo piano finanziario che l'azienda ha presentato la settimana scorsa. Una revisione rispetto a quanto previsto nell'accordo di luglio che si è resa necessaria per l'impossibilità di vendere
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In un clima di grande incertezza per la Lucchini, oggi i sindacati s'incontreranno con l'amministratore delegato Marcello Calcagni. L'attenzione è rivolta in questo momento alla risposta che le banche creditrici daranno giovedì al nuovo piano finanziario che l'azienda ha presentato la settimana scorsa. Una revisione rispetto a quanto previsto nell'accordo di luglio che si è resa necessaria per l'impossibilità di vendere separatamente ad una società svizzera, a causa del divieto imposto al governo francese, le centrali elettriche di Ascometal, che avrebbero dovuto servire come garanzia per una parte del prestito ponte di 80 milioni.
Il fondo Apollo, che già ha firmato un accordo per l'acquisto di Ascometal per 310 milioni, sarebbe disponibile ad acquistare anche le centrali, ma non al prezzo di 70 milioni come erano disponibile a pagare gli svizzeri. L'azienda, che senza il prestito ponte deve fronteggiare una difficile situazione di cassa, avrebbe proposto che solo 100 milioni siano destinati al ripianamento di una parte del debito anziché 180 previsti dall'accordo di luglio.
In compenso le banche sarebbero alleggerite dagli impegni ad immettere nell'azienda nuova finanza. Si parla di 60 milioni, tra cassa e lettere di credito, anzichè 126 concordati a luglio.I sindacati si aspettano di capire meglio lo stato della trattativa nell'incontro di oggi. Sempre secondo indiscrezioni, tuttavia, le banche non avrebbero gradito la nuova proposta. E senza un accordo per la Lucchini potrebbe aprirsi rapidamente la strada dell'ammistrazione straordinaria.
Il fondo Apollo, che già ha firmato un accordo per l'acquisto di Ascometal per 310 milioni, sarebbe disponibile ad acquistare anche le centrali, ma non al prezzo di 70 milioni come erano disponibile a pagare gli svizzeri. L'azienda, che senza il prestito ponte deve fronteggiare una difficile situazione di cassa, avrebbe proposto che solo 100 milioni siano destinati al ripianamento di una parte del debito anziché 180 previsti dall'accordo di luglio.
In compenso le banche sarebbero alleggerite dagli impegni ad immettere nell'azienda nuova finanza. Si parla di 60 milioni, tra cassa e lettere di credito, anzichè 126 concordati a luglio.I sindacati si aspettano di capire meglio lo stato della trattativa nell'incontro di oggi. Sempre secondo indiscrezioni, tuttavia, le banche non avrebbero gradito la nuova proposta. E senza un accordo per la Lucchini potrebbe aprirsi rapidamente la strada dell'ammistrazione straordinaria.
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