La manifestazione
Manca la maestra e il bimbo resta a casa
L'alunno è gravemente malato. La mamma scrive alla Gelmini
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CAPOLIVERI. Oggi per lui sarà il quattordicesimo giorno di assenza. Ama la scuola ma i suoi genitori hanno deciso di non mandarlo in classe: troppo pericoloso per la sua salute. Così fin dal primo giorno del suo quarto anno alle elementari, a Capoliveri, è rimasto a casa in attesa che dall'attivazione di un progetto che assicuri le necessarie tutele a un bambino di nove anni che dalla nascita soffre di laringo broncospasmo cronico e in classe rischia costantemente violenti attacchi respiratori. Fino allo scorso anno per lui il progetto speciale c'era: la compresenza di un'insegnante in classe per alcune ore alla settimana che assicurava al piccolo attenzione assistenza. Ma la mannaia dei tagli ha colpito anche la scuola di questo bambino a Capoliveri: le comprensenze non ci sono più come pure l'insegnante che lo seguiva. Il bimbo è solo e la mamma ha decide di tenerlo a casa e scrivere al ministro Maria Stella Gelmini. «Mio figlio è un essere umano, che capisce, ragiona e ama la scuola al punto di farmi promettere che se quest'anno si sentisse male, non devo portarlo via, ma dargli le medicine e rimanere con lui finchè l'attacco non passa: come si sentirebbe, signor Ministro, se al mio posto ci fosse lei?». Il piccolo è malato ma non ha un handicap, non rientra cioè nei casi certificati per i quali sono previsti insegnanti di sostegno di cui, peraltro, non avrebbe alcun bisogno. In realzione alla patologia di cui è affetto la direzione scolastica dell'istituto elbano ha attivato, fin dal primo anno di elementari, un progetto "ad personam". Ma all'inizio dell'estate scorsa la mamma è stata informata che una delle insegnanti di suo figlio aveva perso il posto. Così è cominciata la battaglia per assicurare al piccolo il diritto a frequentare la scuola in sicurezza. Una prima risposta dall'ufficio scolastico regionale è arrivata: il piccolo ha effettivamente bisogno di un progetto speciale che però non parte. «Il dirigente scolastico - si legge nella lettera dell'ufficio scolastico regionale - non ha la possibilità di disporre di ore eccedenti l'attività didattica visto che sono state sostanzialmente ridotte le ore di contemporaneità e/o compresenza. Questa direzione non può che attivare, con carattere di urgenza ed eccezionalità, un progetto che assicuri a bambino le necessarie tutele ad una frequenza regolare e che garantisca il diritto allo studio dell'alunno attraverso percorsi efficaci ed individualizzati».
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