Il Tirreno

Consigli comunali decimati sull'isola

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I consigli comunali potrebbero essere decimati in tutta l'isola. La scure del governo centrale rischia di abbattersi con estrema violenza su tutti i Comuni elbani, eccezion fatta per Portoferraio. La tempistica non è nota, ma vista la crisi attuale i tempi potrebbero essere rapidi. Facendo due conti quest'operazione permetterebbe di risparmiare circa 50mila euro fra mancati gettoni di presenza per i consiglieri e tagli alle indennità degli assessori.

Assessori che, insieme ai sindaci, sono letteralmente balzati dalla sedia una volta appresa la notizia. E, per una volta, fra loro c'è sintonia. «Prima - affermano - tagliate i vostri lauti stipendi e dopo venite da noi». Il provvedimento è quello inserito nella manovra anti crisi recentemente varata, che prende di mira anche i costi della politica. In base alle previsioni i Comuni fra i mille e i tremila abitanti rimarranno con cinque consiglieri, due assessori, e il sindaco, mentre i municipi fra i 3mila e i 5mila residenti potranno avere 7 consiglieri e 3 assessori più il primo cittadino. Si salvano i Comuni più grandi, come Portoferraio, che vedranno diminuiti i propri rappresentanti come già stabilito nella prima manovra taglia poltrone, la finanziaria del 2010, senza gli ulteriori dimagrimenti della classe politica contenuti nella manovra bis.

Del resto le indicazioni della finanziaria all'Elba sono già operative: Rio Marina, il primo e unico Comune elbano ad entrare nel nuovo sistema, conta oggi undici consiglieri più il sindaco. Tra cinque anni, con le nuove elezioni, i consiglieri diventeranno cinque. Facendo due conti gli amministratori pubblici dei sette Comuni coinvolti dalla manovra diminuiranno di 69 unità: i consiglieri passeranno da 94 a 41 e gli assessori da 33 a 17. Le reazioni non si fanno attendere. I sindaci sono letteralmente inviperiti. «Se questi tagli troveranno conferma come faremo a governare?», si chiede il primo cittadino di Porto Azzurro Maurizio Papi. «Bisogna risparmiare in altri settori — continua — come l'amministrazione centrale e i falsi pensionati» Papi esprime poi preoccupazioni sulla ripartizione delle poltrone fra maggioranza e opposizione.

«Se il rapporto dovesse essere di 4 a 3 — conclude il sindaco — i numeri sarebbero assoggettabili ai ricatti e governare sarebbe impossibile». Non la prende bene neanche il sindaco di Campo nell'Elba Vanno Segnini. «Questi tagli non vanno a incidere così sensibilmente sulle casse dello Stato — dice — e non è certo risparmiando poche centinaia di euro l'anno per un assessore che si risolveranno i problemi. Si deve colpire con maggior incisività dimezzando il numero dei parlamentari, tagliando i loro vitalizi e riducendo lo spropositato esercito delle auto blu. In questo modo si possono davvero risparmiare ingenti somme di denaro».

Gli fa eco il sindaco di Marciana Anna Bulgaresi. «Prima di toccare i piccoli Comuni — dice — bisognerebbe iniziare a ridurre gli stipendi dei parlamentari. Non vedo la necessità di tagliare i gettoni dei consiglieri e le indennità degli assessori». D'accordo anche Danilo Alessi di Rio nell'Elba. «Questi provvedimenti — dice — tagliano le gambe agli enti locali, che si troveranno in estrema difficoltà. Inoltre, già adesso i sindaci hanno troppo potere, tanto da sembrare dei podestà, in quanto possono prendere alcune decisioni senza il parere dei consiglieri. Figuriamoci cosa succederà se si avvererà questo scenario». Per contestare questa decisione governativa l'Anci ha indetto una manifestazione per il 29 agosto a Milano.

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