La protesta
Bimbo malato rischia di non andare a scuola, la madre scrive al ministro
«Cristian è un essere umano, che capisce, ragiona e ama la scuola al punto di farmi promettere che se quest'anno si sentisse male, non devo portarlo via, ma dargli le medicine e rimanere con lui finchè l'attacco non passa: come si sentirebbe, signor Ministro, se al mio posto ci fosse lei?». E' un passaggio di una lunga lettera firmata dalla mamma di un bambino di 9 anni, Cristian, affetto dalla nascita da laringo-broncospasmo cronico.
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«Cristian è un essere umano, che capisce, ragiona e ama la scuola al punto di farmi promettere che se quest'anno si sentisse male, non devo portarlo via, ma dargli le medicine e rimanere con lui finchè l'attacco non passa: come si sentirebbe, signor Ministro, se al mio posto ci fosse lei?».
E' un passaggio di una lunga lettera firmata dalla mamma di un bambino di 9 anni, Cristian, affetto dalla nascita da laringo-broncospasmo cronico. Cristian dopo 13 giorni dall'inaugurazione dell'anno scolastico non ha potuto ancora sedersi ai banchi della elementare all'Isola d'Elba, dove vive: non c'è un progetto, spiega la mamma, che lo possa accogliere in aula in sicurezza. Non è portatore di handicap secondo la legge, ma soffre di un grave problema di salute che già da piccolo lo ha portato più volte all'ospedale per via di 4 broncopolmoniti e di vari problemi respiratori».
Nei primi due anni il collegio docenti della scuola approvò un progetto ad personam. Finchè all'inizio dell'estate scorsa la donna viene informata che una delle insegnanti di suo figlio «a causa dei tagli, aveva perso il posto». Come negli anni precedenti Cinzia ha spedito lettere e consumato il telefono per contattare uffici scolastici e ministero dell'Istruzione per trovare una soluzione: «Cristian non ha un handicap - sottolinea - non ha bisogno di un sostegno, ma ha bisogno di trovare persone che capiscano umanamente la sua patologia».
Intanto è arrivata la risposta del direttore generale dell'ufficio regionale scolastico, Angela Palamone: «Il dirigente scolastico - si legge in una lettera firmata il 22 settembre - non ha la possibilità di disporre di ore eccedenti l'attività didattica visto che sono state sostanzialmente ridotte le ore di contemporaneità e/o compresenza. Inoltre la scuola ha subito un calo nel numero dei docenti assegnati, in seguito alla diminuzione del tempo pieno ed ad una conseguente restrizione del numero delle classi, pertanto, l'insegnante, docente di ruolo ordinario, ha dovuto, in base alla graduatoria d'istituto, fare richiesta di mobilità».
«La continuità delle insegnanti sui progetti, attivati per interventi straordinari e atipici, diviene purtroppo una garanzia impossibile - conclude Palamone - Per quanto detto questa direzione non può che attivare, con carattere di urgenza ed eccezionalità, un progetto che assicuri a Cristian le necessarie tutele ad una frequenza regolare e che garantisca il diritto allo studio dell'alunno attraverso percorsi efficaci ed individualizzati».
E' un passaggio di una lunga lettera firmata dalla mamma di un bambino di 9 anni, Cristian, affetto dalla nascita da laringo-broncospasmo cronico. Cristian dopo 13 giorni dall'inaugurazione dell'anno scolastico non ha potuto ancora sedersi ai banchi della elementare all'Isola d'Elba, dove vive: non c'è un progetto, spiega la mamma, che lo possa accogliere in aula in sicurezza. Non è portatore di handicap secondo la legge, ma soffre di un grave problema di salute che già da piccolo lo ha portato più volte all'ospedale per via di 4 broncopolmoniti e di vari problemi respiratori».
Nei primi due anni il collegio docenti della scuola approvò un progetto ad personam. Finchè all'inizio dell'estate scorsa la donna viene informata che una delle insegnanti di suo figlio «a causa dei tagli, aveva perso il posto». Come negli anni precedenti Cinzia ha spedito lettere e consumato il telefono per contattare uffici scolastici e ministero dell'Istruzione per trovare una soluzione: «Cristian non ha un handicap - sottolinea - non ha bisogno di un sostegno, ma ha bisogno di trovare persone che capiscano umanamente la sua patologia».
Intanto è arrivata la risposta del direttore generale dell'ufficio regionale scolastico, Angela Palamone: «Il dirigente scolastico - si legge in una lettera firmata il 22 settembre - non ha la possibilità di disporre di ore eccedenti l'attività didattica visto che sono state sostanzialmente ridotte le ore di contemporaneità e/o compresenza. Inoltre la scuola ha subito un calo nel numero dei docenti assegnati, in seguito alla diminuzione del tempo pieno ed ad una conseguente restrizione del numero delle classi, pertanto, l'insegnante, docente di ruolo ordinario, ha dovuto, in base alla graduatoria d'istituto, fare richiesta di mobilità».
«La continuità delle insegnanti sui progetti, attivati per interventi straordinari e atipici, diviene purtroppo una garanzia impossibile - conclude Palamone - Per quanto detto questa direzione non può che attivare, con carattere di urgenza ed eccezionalità, un progetto che assicuri a Cristian le necessarie tutele ad una frequenza regolare e che garantisca il diritto allo studio dell'alunno attraverso percorsi efficaci ed individualizzati».
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