Il Tirreno

LA LETTERA

La nostra bambina ora è in classe ma sembra una cella di isolamento

 Roberto Frezza   e Irene Julich

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 Siamo i genitori di Michela, vorremmo rispondere all'articolo della vice sindaco Cosetta Pellegrini in merito all'aula da mettere in sicurezza.  A tutt'oggi, nonostante i lavori di posa di fogli di gomma piuma avvenuti il 20 del corrente mese. l'aula è priva di arredi e appare come una "Cella di isolamento": pareti imbottite con materiale bianco e nessuna nota di colore, considerando che dovrebbe ospitare una bambina autistica (chi conosce questa terribile sindrome sa come un'ambiente non adeguato possa essere dannoso e controproducente per il soggetto che ne soffre). L'ufficio Tecnico ci ha riferito che per foderare i pannelli ci vorrà circa un mese - per non parlare degli arredi - in quando la burocrazia la fa da padrona. Forse Lei non è stata informata a dovere dell'accaduto, la richiesta non è arrivata venerdì come Lei ha dichiarato, ma bensì per iscritto è stata ricevuta dal Comune il 30/06 e protocollata il 01/07, cioè circa 75 giorni prima. Venerdì ci siamo recati presso l'Ufficio Tecnico per poter sapere a che punto era la pratica e, con rammarico, scoprivamo che il fax con cui era stato richiesto l'intervento al momento non veniva ricordato, fino a quando è stata messa a disposizione del personale presente la copia in nostro possesso, riportante protocollo e visto d'arrivo. La denuncia fatta, come Lei erroneamente riporta, non è stata contemporanea ai lavori ma gli stessi sono stati eseguiti di gran fretta nelle ore successive.  E ci dica, c'è tanto da essere sorpresi se dopo questi fatidici 75 giorni qualcuno si possa stufare? Oppure come spesso ci avete chiesto avremmo di nuovo dovuto metterci nei vostri panni? La predisposizione dei lavori dell'aula, che Lei dice di averla fatta già diversi giorni prima, ci è stata riferita dall'Assessore alla Scuola il giorno 12/09 (primo giorno di scuola), indicando come data indicativa per il termine dei lavori entro la metà di ottobre. Solo allora ci siamo rivolti, come riportato sopra, all'Ufficio Tecnico. Inoltre, noi genitori, non abbiamo nessuna "sofferenza", ne tantomeno quella che Lei definisce come "più ampia dovuta alla mancanza degli insegnanti di sostegno (che tra l'altro sono presenti fin dal primo giorno di scuola) e di una assistenza specialistica", ma bensì, se una sofferenza c'è, non è purtroppo in noi ma è sempre in Michela, che attende con ansia che il Comune di Portoferraio assegni gli educatori di cui lei e gli altri bimbi diversamente abili hanno bisogno. Forse non tutti sanno che, l'Isola d'Elba presenta una percentuale di disabilità tra le più elevate nel territorio nazionale - se non ricordiamo male ci sono degli studi in corso per capirne il perché - ma ciò spesso passa inosservato e viene calpestata la dignità dei meno fortunati. E noi non pretendiamo che tutto questo possa capirlo chi il problema non lo vive da vicino, ma che almeno si faccia ciò che è dovuto.  Dopo tutto questo, forse, che Michela oggi non possa parlare, è una fortuna.

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