Sicurezza
Col Medioevo si riscrive la storia tra gli etruschi e gli Appiani
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PIOMBINO. 350 sepolture in 8 metri per 10, da moltiplicare per i quattro lati della cappella raccontano una Baratti viva e operante pure nel Medioevo. Si copre così un vero buco nelle vicende dell'unica città etrusca sul mare, poi valido sbocco romano, che pareva inesistente fino agli Appiani. «Si seppellivano uomini, donne, bambini senza distinzione. Lo scavo ci dimostra la presenza di un insediamento importante - afferma l'archeologo dell'università dell'Aquila, Alfonso Forgione - Dalla sezione in esame è chiaro che il cimitero prosegue per una ventina di metri verso il porticciolo, oltre la strada, al di là del muro della pieve lato Casone e sul lato mare almeno per una decina di metri». Spesso i turisti, a spasso in spiaggia, sono colpiti dalle ossa a vista. «Non si possono togliere perché verrebbe meno la staticità del terreno - dice - Quando piove tanto l'acqua scende e pulisce i resti già visibili. Ci dispiace che possa ferire la sensibilità e non si tratta di poca cura, ma non possiamo fare altrimenti per studiare l'uso del luogo». Le prime tombe risalgono al XII secolo, pieno Medioevo. «Alcune a sarcofago - specifica - cioè organizzate un po' meglio rispetto a quelle più tarde, ma che indicano un uso dell'area sacra dal tardo XIII secolo a metà del XVI e che hanno provocato la presenza diffusa delle ossa». «Nel maggio scorso si è conclusa la ricerca nell'area più vicina alla cappellina del '700 che doveva essere restaurata. La pieve originale - ricorda - aveva l'ingresso rivolto verso il porticciolo ed era due volte più grande dell'attuale. All'interno del muro, che risale agli anni Trenta, è stato interessante stabilire come alcune tombe poggiano sulla strada lastricata romana trovata alla Villa delle Logge di Populonia». Resta l'urgenza dello scavo. «Il mare avanza inesorabile - conferma - e si perdono informazioni importanti. Ormai è certo che qui viveva una popolazione attiva, probabilmente sopra la necropoli etrusca, nei tre secoli dal 1200 al 1400. Nessun gioiello trovato a corredo perché non c'era nessuno di rango, ma contadini, allevatori, pescatori». Ancora non si è persa la speranza di individuare la cattedrale di San Cerbone. «Sarebbe un segnale chiaro sulla dinamica degli insediamenti, nonostante il pericolo di longobardi e pirati - sottolinea Forgione - C'è una lastra di decorazione sopra il campanile a vela della chiesetta che potrebbe venire da un altare dell'VIII secolo, come per dare notizia del collegamento all'antichità del sito...». Lo studio si conclude a novembre. Università dell'Aquila, Soprintendenza e Parchi cercheranno il modo migliore per lasciare visibili almeno parte delle molte scoperte. (c.c.)
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