Il dolore
Gioacchino Trovato e Marina Cirese (che si occuperà anche dell’Elba) i magistrati destinati a Piombino
Nuovi giudici, ma tribunale a rischio
I tagli della manovra finanziaria rimettono in discussione le sedi distaccate
2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. Ridistribuzione degli incarichi al tribunale di Livorno e nelle sedi distaccate. E' stata già avviata con provvedimento del presidente del tribunale, Vincenzo Martorano. A Piombino la coppia di magistrati sarà composta da Gioacchino Trovato e Marina Cirese. A Portoferraio la Iadaresta sarà affiancata provvisoriamente dalla Cirese per i processi che non possono essere celebrati da un got (giudice onorario di tribunale). A Cecina è stato assegnato il secondo giudice di ruolo. In arrivo Carlo Cardi, 52 anni, che dal 30 settembre affiancherà Elsa Iadaresta nella conduzione del tribunale cecinese, sezione penale. L'ufficio continuerà ad avvalersi anche del got Chiara Nardi. Il dottor Cardi, che proviene dal tribunale fallimentare, oltre che a Cecina svolgerà a Livorno la triplice funzione di giudice monocratico, giudice del collegio e di presidente della Corte d'assise. Praticamente sostituirà in tutto e per tutto Antonio Del Forno, che da marzo ha lasciato Cecina per l'ufficio del gip-gup. Il collegiale di Livorno sarà così formato: il collegio A da Cardi, Cirese e Gabriella Marinelli, il collegio B da Iadaresta, Trovato e Del Forno (per i processi da chiudere, poi Del Forno verrà sostituito da un nuovo giudice). L'ufficio dei gip, diretto da Beatrice Dani (che all'inizio dell'anno ha preso il posto di Rinaldo Merani, transitato alla Corte di appello di Firenze), a regime dovrebbe essere composto da lei più Del Forno, Antonio Pirato, Gianmarco Marinai, Paola Caporali e Giovanni Zucconi. Una geografia destinata però a essere provvisoria. L'ultima manovra finanziaria ha previsto il taglio di 650 uffici giudiziari (il 50% del totale) e del 72% delle sedi di giudice di pace collocate in sedi diverse da quelle circondariali. Così per le tre sezioni distaccate del tribunale di Livorno (Cecina, Piombino, Portoferraio) si è riaccesa la lampadina rossa. E non è il solito falso allarme, tanto che stavolta si sono mossi i «big». La settimana scorsa infatti il presidente Martorano insieme ai responsabili delle sezioni penale (Marinelli) e civile (Maria Civinini) e alla dirigente della cancelleria Anna Mura hanno fatto un sopralluogo nelle sedi di tribunale e dei giudici di pace di Piombino e Portoferraio. Nei prossimi giorni verranno anche a Cecina. Alla fine invieranno una relazione al ministero con dati su bacini di utenza, estensione territoriale, carichi di lavoro, distanza dalla sede centrale; ma anche archivi, condizioni degli edifici, capacità strutturali e tecniche di ospitare altro personale in vista di accorpamenti. In questo contesto, Portoferraio era e rimane sede disagiata (quindi difficilmente sopprimibile) e Piombino resta inevitabilmente più lontana da Livorno rispetto a Cecina, alla quale potrebbe non bastare più il vantaggio di un tribunalino nuovo ed efficiente. Alessando De Gregorio ALTRO SERVIZIO A PAG. 13
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
