Il Tirreno

Classe poca sicura, resta ancora a casa una bimba disabile

Antonella Danesi
L’ingresso della scuola media Pascoli a Portoferraio
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L’ingresso della scuola media Pascoli a Portoferraio

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 PORTOFERRAIO. Il primo giorno di scuola, alle medie di Portoferraio un bambino è rimasto un'ora parcheggiato nel corridoio. Una bambina invece non ha ancora potuto iniziare l'anno scolastico. A otto giorni, ormai, dalla prima cmapanella sono già due le denunce che i genitori di bambini disabili si trovano a dover fare.  In questo caso si tratta di una bambina diversamente abile certificata, che ha bisogno di stare in un'aula in sicurezza per evitare incidenti, ma fino ad ora quest'aula non è stata attrezzata.  La bambina ha frequentato anche lo scorso anno e la famiglia si è fatta carico di far sì che ci fossero le dotazioni adeguate.  Per questo nuovo anno scolastico i genitori si sono attivati presso la dirigenza della scuola già dal marzo scorso e l'istituto, il 30 giugno, ha mandato un fax al comune di Portoferraio protocollato il 1 luglio in cui viene richiesto di proteggere termosifoni, davanzali e suppellettili, di posizionare pannelli di gommapiuma, di togliere lo specchio presente nel locale e di mettere una protezione ai vetri delle finestre, accompagnato da un progetto educativo individuale.  Ad oggi niente è stato fatto ed i genitori hanno deciso di presentare un esposto alle forze dell'ordine sia sulla sicurezza che sul monte ore previsto.  «Non possiamo mandare nostra figlia a scuola se non abbiamo garanzie di sicurezza - dicono i genitori - la settimana scorsa ci era stato assicurato un intervento urgente per sistemare la stanza e permettere a mia figlia di andare a scuola oggi, dopo una settimana che è iniziata la scuola. Ma l'aula è sempre nelle stesse condizioni e la bambina non ci può andare». A questo si aggiunge anche il monte ore, insufficiente a garantire l'orario scolastico che spetterebbe alla bambina.  A fronte delle 18 ore previste gliene sono stata date 15 di sostegno e 12 di compresenza, in pratica le uniche possibili di frequenza.  Quindi la bambina potrà andare a scuola solo quattroi a settimana e in una fascia oraria che va dalle 9 a mezzogiorno.  L'insegnante di sostegno c'è ma l'educatore ancora non è stato nominato. «Stiamo facendo questa battaglia da anni, per far avere a Michela la possibilità di frequentare la scuola come è suo diritto - dicono i genitori - Fino a che non saranno fatti i lavori non manderemo la bambina a scuola. Facciamo tutto questo perché nostra figlia non ha ancora potuto iniziare l'anno scolastico, ma anche per gli altri bambini come lei che hanno diritto ad avere quanto previsto dalla legge».

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