Gioco
I sindaci chiedono una mobilitazione in difesa della sanità
Baldo Puccini
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I sindaci elbani riuniti per parlare di sanità 3 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Una mobilitazione di massa. Una mobilitazione, la più possibile partecipata, per dare un segnale forte alle istituzioni come dire Regione ma anche Asl. É programmata per il 7 ottobre quando all'Elba arriverà la Quarta commissione regionale sulla sanità che ha accolto l'invito dei sindaci elbani. A precederla l'assessore regionale alla Salute, Daniela Scaramuccia, che ha assicurato la sua disponibilità a un incontro entro la fine del mese. Un filo di dialogo che è ripreso fra Regione e Comuni elbani, per quanto riguarda la sanità sull'isola. Conferenza dei sindaci ieri. Per una volta sono tutti d'accordo. Senza distinzioni di campanile e neppure di appartenenze politiche. Una voce unica nel segno della sanità o meglio su quella che l'Asl chiama riorganizzazione ma che, di fatto, ha cancellato o ridotto la funzionalità di reparti, di prestazioni e di servizi almeno sull'isola. Tutti in sintonia e con chiare richieste alla Regione che «deve dare prova di rappresentare gli interessi di tutti e non del solo Continente». E la Regione non è stata insensibile. Vanno Segnini è il presidente della Conferenza dei sindaci che ieri si è riunita in salita San Rocco a Portoferraio nella sede dell'Asl, quella che ha visto intorno allo stesso tavolo tutti i primi cittadini. Assente il sindaco Ruggero Barbetti che ha dato, però, piena adesione alla linea dei colleghi. Dice Segnini: «La Quarta commissione regionale si è resa disponibile a venire all'Elba a parlare di sanità. Un appuntamento che sarà preceduto da un incontro con l'assessore Scaramuccia che ha dato la sua disponibilità prima della fine del mese. Pensiamo, in occasione dell'incontro con la Quarta commissione, a una manifestazione la più possibile partecipata per dare segnali di forte intensità». Un'isola in piazza, insomma, come altre volte è capitato. In ballo il sistema sanitario. Dice Segnini: «Abbiamo registrato, negli ultimi due o tre anni, una forte ristrutturazione in negativo per quanto riguarda i servizi. Un sistema che è stato compromesso e le attese sono andate deluse». Intanto il reparto di anestesia. Sottolinea Segnini: «doveva essere incrementato e invece la situazione è peggiorata, non sono stati assunti nuovi operatori, ma non basta: il reparto medicina ha perduto alcuni sanitari e di fatto non ha più autonomia diventando un'unità operativa di Piombino. Poi ortopedia. Avevamo un'unità operativa con un primario ora è ridotta a un semplice servizio. Una risposta modesta agli utenti dal momento che in gran parte della giornata non c'è specialista perchè cessa la reperibilità. Il risultato? Si potrebbe mettere in movimento un paziente senza una effettiva necessità oppure non si può trattenerlo perchè l'organico è ridotto: un solo medico quando al tavolo operatorio ne servono due. Ora basta le risposte debbono arrivare e debbono essere chiare. I cittadini elbani chiedono e hanno bisogno di garanzie certe, la salute è un diritto non ha necessità di risposte evasive».
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