Il Tirreno

Tesserini a quota 600, attività venatoria vietata nelle aree protette del Parco e nella zps

Caccia al via con sempre meno appassionati

Stefano Bramanti
Caccia al via con sempre meno appassionati

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PORTOFERRAIO. Un eserito di cacciatori. Sono in 600 quelli elbani che oggi inizieranno la stagione venatoria con alle spalle una lunga sfilza di polemiche legate all'abbattimento dei cinghiali.  «Nonostante le polemiche - afferma Graziano Signorini presidente della Federcaccia elbana - per noi appassionati, anche quelli con tanti anni di licenza, è sempre una forte emozione l'avvio della caccia. Visitiamo in anticipo il luogo prescelto, prepariamo arma e munizioni e poi c'è il rapporto col fedele cane, che dà stimolo per uscire a caccia, qualsiasi sia la condizione climatica».  Le doppiette che oggi potranno potenzialmente sparare sono circa 600, molte meno del passato. Caccia perta ma vietata nell'area protetta del Parco e nella zps. «Tra i nostri affiliati- precisa Signorini - molti si dedicano alla selvaggina migratoria, altri a quella stanziale e un numero significativo è dedito al cinghiale, la cui caccia è stata anticipata al 21 di questo mese. Il territorio destinato all'esercizio venatorio, con l'avvento del parco, è intorno a meno del 20% dell'isola. Ma ribadisco è il nostro cane il vero attore della caccia. La nostra passione è stare nell'ambiente e cercare la selvaggina nel suo habitat, godendo dei paesaggi e del lavoro del cane».  Inizio di caccia e tasto cinghiali premuto.  Rimarca Signorini «In questi giorni si è registrato un continuo lancio di accuse verso la nostra categoria. Si parla di eradicazione che con gli attuali confini tra territorio libero e parco, dove è vietata la caccia, è impossibile e non ha senso. Per non parlare della speculazione politica sia all'interno del parco che tra amministratori. Ancora una volta dichiariamo di essere disponibili al confronto e di metterci a disposizione per risolvere i problemi, ma con interlocutori preparati e senza pregiudizi. Con l'anticipo della caccia al cinghiale, ho conferma che le squadre hanno già programmato le battute per dare un immediato segno di collaborazione».  Poi un invito ai cacciatoa dare un ulteriore segno di maturità ed educazione rispettando la legge e le regole della civile convivenza.  «Ricordiamo a tutti che noi esercitiamo un'attività consentita da una legge dello Stato e che chi ha il porto d'armi ha la fedina penale pulita. In bocca al lupo a tutti».

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