Il Tirreno

Il Wwf boccia Tozzi

Un cinghiale
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Un cinghiale

Controllo faunistico per i cinghiali disco rosso all'eliminazione

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 PORTOFERRAIO. Un no secco alla proposta del presidente del Parco. Una bocciatura senza appello quella che arriva dal Wwf contrario all'eradicazione dei cinghiali all'Elba e convinto che la limitazione richieda una attenta pianificazione che coinvolga Enti, Istituzioni e mondo scientifico, e non frutto dell'emozione del momento. Agnese Nannini è il presidente del Wwf dell'Elba. Dice: «E' innegabile che l'aumento della popolazione di cinghiali e mufloni in un territorio limitato come l'Elba sia diventato una minaccia all'ambiente ma solo in estate ci si accorge della minaccia, perché in tanti anni da quando il problema è stato affrontato già nella prima gestione del Parco non si è mai arrivati ad elaborare una pianificazione seria per il contenimento del numero dei cinghiali: tentennamenti, ripensamenti e adozione di pratiche illegali come quello della braccata che si cercherebbe di riproporre, lungi dal risolvere il problema, lo hanno aggravato, questo perché gli animali si riproducono, e lo fanno senza chiedere il permesso». La soluzione? Il Wwf non ha dubbi: «Le polemiche sono un chiaro esempio di un approccio non corretto al problema: si parla infatti di eradicazione e non di controllo faunistico, da pianificare con il supporto di seri studi scientifici, e nel rispetto delle direttive dell'Infs, escludono l'esercizio di attività venatorie in aree e in momenti in cui la caccia è vietata».

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