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Caccia, il giudice di pace annulla la multa delle Gav

Caccia, il giudice di pace annulla la multa delle Gav

Contenzioso sulla custodia di un cane, la Prefettura dovrà pagare le spese

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 PIOMBINO. Niente omessa custodia. Cora non rispondeva ai richiami perchè stava puntando la selvaggina. Non si era smarrita e non rappresentava un pericolo. Quello delle Gav - Guardie ambientali volontarie - in sostanza, è stato un processo alle intenzioni.  E' questa, in sintesi, la posizione espressa dal Giudice di pace che ha annullato la multa e condannato chi l'aveva emessa, a pagare le spese legali. Di fatto, la prefettura. Perchè è della prefettura il decreto cha autorizza le Gav ad agire.  La sentenza è stata pubblicata di recente. L'episodio è accaduto tre anni fa, il giorno d'apertura della stagione venatoria, in località Pratoni-Vignarca.  Protagonisti, alcuni cacciatori piombinesi con i loro cani. Tra loro, appunto, Cora che una volta sciolta ha iniziato a fare quello che è un po' il suo lavoro. Stanare la selvaggina.  Secondo le Gav che hanno avvicinato il gruppo, la setterina rappresentava un pericolo perchè fuori dal controllo del proprietario. E con la strada della Base geodetica non lontana.  Da qui, il verbale d'accertamento e la multa di poco più di 80 euro che il cacciatore, il giorno successivo, ha contestato attraverso il legale di Federcaccia, l'avvocato Francesco Ferrari.  Con l'aiuto di testimonianze giudicate attendibili dal giudice è stata rilevata l'infondatezza del verbale d'accertamento.  «E' stato provato in giudizio - sta scritto nella sentenza - che la temporanea perdita di custodia dell'animale dipendeva soltanto dall'esercizio dell'attività venatoria, che richiede, come noto, il rilascio del cane per "stanare" la selvaggina da colpire e, quindi, una situazione "fisiologica" di temporaneo abbandono. Il ricorrente - si aggiunge - ha fornito piena prova dei fatti».  Conseguenza immediata, l'annullamento della multa e la condanna della prefettura al pagamento di circa 180 euro di spese.  Alla vigilia della stagione venatoria e sulla scorta della sentenza, dalla sede Federcaccia di via Volta parte un doppio appello. Ai cacciatori affinchè rispettino pienamente le regole. E a chi esegue i controlli, a farlo senza pregiudizi che, alla fine, oltretutto, possono creare un danno economico alla collettività.

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