Il Tirreno

Le riprese del film accendono il dibattito su Facebook

"Acciaio", riparte la polemica «La nostra città non è così»

Francesca Lenzi
"Acciaio", riparte la polemica «La nostra città non è così»

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Sono iniziate soltanto da pochi giorni le riprese del film in città ma la polemica già corre su Internet. Sul romanzo "Acciaio" si può pensarla in cento modi: esserne entusiasti ammiratori o feroci critici, in ogni caso il libro di Silvia Avallone non lascia indifferenti, soprattutto i piombinesi che sin dall'uscita dell'opera in libreria, nel gennaio 2010, si sono subito divisi tra opinioni favorevoli e rimproveri all'autrice, che avrebbe dipinto nel suo romanzo una Piombino fasulla e degradata.

Mentre il romanzo vendeva migliaia di copie, con traduzioni in tutto il mondo, vincendo importanti premi letterari, prendeva intanto corpo il progetto cinematografico messo in piedi dalla Palomar. Iniziate il 9 settembre, le riprese stanno coinvolgendo la città: due giorni fa al quartiere del Cotone, ieri in lungomare Marconi.  E come per l'uscita del libro, ecco che si accende nuovamente la discussione su Facebook. Sulla pagina "Piombino non è Acciaio", nata subito dopo la pubblicazione del testo, sono recenti due messaggi lasciati da persone del posto inviperite con la Avallone, mentre alcuni cittadini dicono la propria sulla bacheca personale: qualcuno è arrivato a criticare la giovane scrittrice direttamente sul suo profilo.

Ma è soprattutto sulla pagina del gruppo "Piombinesi su facebook" che è esplosa la polemica, con un post dichiaratamente contro il libro, e la speranza in un film che riabiliti in una certo modo l'immagine della città.  Sono 40 i commenti che hanno animato fino a ieri sera il dibattito. Il quadro è chiaro: c'è chi si schiera apertamente con la parte che critica la storia di Anna e Francesca, e chi difende il diritto della scrittrice a utilizzare lo scenario ambientale, seppur reale, secondo le proprie esigenze narrative. 

C'è addirittura chi si sarebbe aspettato "una querela da parte del Comune nei confronti della Avallone a tutela della dignità dei piombinesi", e chi, in risposta, chiama in causa nomi illustri della letteratura a difesa della libertà di espressione artistica, considerando piuttosto il romanzo come l'opportunità per diffondere il nome di Piombino nel mondo.  Ovviamente le critiche o i timori attorno a una pellicola ancora in lavorazione sono strettamente legate agli umori e alle riflessioni tratte dal libro.

Certo è che il set di "Acciaio" per ora è osservato con un misto di curiosità, talvolta indifferenza e non poca perplessità per quello che sarà il racconto sul grande schermo. Intanto la nota più divertente si legge sulla bacheca di una piombinese che non ha apprezzato il libro, ma che si sbilancia in un interrogativo tutt'altro che assurdo: "Sarei curiosa di sapere però quanti detrattori hanno fatto la fila al casting".

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