Il Tirreno

Ragazzi emozionati al suono della prima campanella, perplessità per i tagli tra insegnanti e genitori

Scuola, apertura con polemiche

Melisanda   Massei Autunnali
Scuola, apertura con polemiche

Per gli stranieri in difficoltà arriva in soccorso Samarcanda

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 PIOMBINO. Ragazzi emozionati fuori dai portoni, il brivido della prima campanella, l'accoglienza in cortile. Il copione antico e sempre nuovo del primo giorno di scuola si ripete puntuale alle otto e un quarto di un caldo mercoledì di settembre. Poi i cancelli si chiudono e di colpo piazza Dante torna alla calma.  È quella l'ora delle perplessità e delle prime polemiche. Classi troppo affollate? «Neanche - spiegano alcuni genitori di bambini di quarta e di quinta - Con venti-ventidue alunni si riesce a lavorare bene. Al limite anche con venticinque».  E proseguono: «Tutto sarebbe molto più semplice, però, se il sistema fosse ancora quello di qualche anno fa, con più maestre a gestire gli alunni. La perdita della cosiddetta compresenza è stato un vero svantaggio per la scuola in generale». «È vero anche - aggiunge un altro babbo - che l'istituto dei nostri figli in particolare si trova ad affrontare esigenze specifiche. Continuare ad avere più maestre in una stessa classe sarebbe stato sicuramente più funzionale anche per la gestione dei bambini extracomunitari con problemi linguistici». Eppure negli ultimi anni il primo circolo ha fatto molto per riuscire ad affrontare con solidità l'aumento massiccio di questo settore specifico della popolazione scolastica. «Vista la loro posizione centrale - spiega Teresa Pianese, una delle insegnanti - è naturale che le elementari di piazza Dante siano frequentate da un'alta percentuale di alunni stranieri. Per questo negli anni precedenti era stato attivato, nelle ore curriculari, un laboratorio linguistico dedicato a bambini non ancora in confidenza con l'italiano». Questo laboratorio, aggiunge Pianese, è stato quest'anno ridimensionato per i tagli ministeriali ai fondi: parte di quelle ore viene ora impiegata per il supporto degli alunni con disturbi d'apprendimento «anche non certificati, ma tali da richiedere aiuto» (dislessia, discalculia, disgrafia). Gli stranieri che lo desiderano possono continuare a contare sul progetto Tam Tam, che è organizzato in collaborazione con Samarcanda e che si svolge nel pomeriggio: inoltre, sottolinea l'insegnante «quando entrerà in vigore l'orario pieno, le maestre si ritroveranno a disposizione, in tutte le classi, un grosso pacchetto di ore che potrà essere utilizzato o per progetti di arricchimento oppure, laddove ce ne sia la necessità, per il recupero». Quanto al rimpianto nei confronti della compresenza, c'è da sottolineare, specifica Pianese, che «nella nostra scuola non potremo mai dire di avere il "maestro unico" fintanto che ciascun docente non sarà in grado anche di insegnare la lingua inglese. Nel frattempo, è molto più corretto parlare di "maestro prevalente", che però viene attorniato da altre figure, appunto gli insegnanti di inglese e di religione, e nelle classi quarte e quinte da ulteriori maestre che si sono ritrovate ore da gestire e che supportano la loro collega nelle varie materie». E i cambi d'insegnante da una classe all'altra lamentati anch'essi dai genitori? «Quando si è verificato, è stato per il preciso desiderio della maestra in questione di essere trasferita altrove, per esigenze personali. Altrimenti il nostro obiettivo è la continuità».

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