Proteste
Cinghiali, doppio altolà ai cacciatori
Legambiente e Enpa non li vogliono all'incontro col viceprefetto
2 MINUTI DI LETTURA
PORTOFERRAIO. Un altolà ai cacciatori. Anzi un doppio altolà: uno di Legambiente, l'altro dell'Enpa. L'associazione ambientalista contesta la partecipazione dell'Atc all'incontro che si terrà stamani con i sindaci, il Parco e il vice-prefetto. Gli ambientalisti reputano inutile la partecipazione dei cacciatori perché a detta loro non potranno rendersi utili alla causa. «Non capisco come mai l'Atc si voglia recare a questo incontro - dice Umberto Mazzantini, responsabile di Legambiente per le isole minori - visto che nessuno potranno mai fare loro una deroga per sparare nelle aree protette. Il Parco per un periodo glielo ha consentito, poi però questo permesso gli è stato revocato dal Ministero dell'Ambiente. Ultimamente anche i cacciatori umbri hanno preso posizione contro la caccia al cinghiale, dichiarandosi per l'abolizione totale dell'attività, quindi la presa di posizione dei cacciatori e le loro eventuali richieste dirette al vice-prefetto sono decisamente fuori luogo. L'unico sistema valido per la cattura degli ungulati - conclude Mazzantini - è rappresentato senza dubbio dalle gabbie, come stabilito dal Parco». Disco rosso ai cacciatori anche da parte del'Enpa, l'associazione protezione animali. «Chiediamo anzitutto il rispetto delle normative nazionali, della legge sulla tutela della fauna selvatica e di quella sui parchi, che escludono ogni coinvolgimento del mondo venatorio dalla gestione faunistica - dichiara la Protezione Animali elbana -. É con i ripopolamenti, voluti e gestiti dai cacciatori, che sono stati causati grossi squilibri ambientali; che possono essere sanati dal mondo scientifico e non dalle "doppiette".»
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
