Sicurezza
«Niente traghetto a Porto Azzurro»
Antonella Danesi
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Panoramica dellarea portuale di Porto Azzurro Il sindaco snobba la petizione e punta sul porto turistico
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PORTO AZZURRO. La petizione non basta. Oltre 800 firme raccolte, stando ai promotori dell'iniziativa, ma il sindaco Papi tira dritto: porto turistico e non commerciale. Come dire nessun retromarcia alla linea Toremar su Porto Azzurro. «Prima di tutto voglio vedere queste firme - dice Papi - non mi interessa neanche contarle, quanto di esserne messo ufficialmente a conoscenza. Non so se il numero annunciato sia realistico, nè chi siano i firmatari». Ma al di là di tutto il sindaco intende chiarire alcuni aspetti. «Ogni volta che prendo una decisione di carattere amministrativo - spiega - non la vedo come domo mea, ma nell'interesse della collettività. E' questo che vorrei si capisse affrontando la questione della nave». Secondo Papi a parlare devono essere i numeri che il servizio di linea della Toremar aveva quando era attivo. «E' ovvio che i numeri a luglio e agosto ci sono - fa presente - il problema è il resto dell'anno. In alcuni periodi la nave portava di media 4-5 persone, con una o anche nessuna auto». Come dire che condizionare una parte importante del paese a un servizio che non funziona e che non interessa a nessuno, o quasi frenando lo sviluppo economico e occupazionale sarebbe un controsenso. «Quando ho sposato l'ipotesi dell'approdo turistico - precisa - l'ho fatto secondo una logica di miglioramento e di ampliamento dell'offerta lavorativa, perchè se un'amministrazione non è in grado di creare posti di lavoro è fallimentare. Mi si chiede di fare una compartecipazione tra nave e sviluppo turistico ma mi si spieghi come fare, perché secondo me spazi di manovra per queste due realtà non ci sono. Mi si suggerisce, in altrenativa, di istituire il servizio di aliscafo ma questo lo dobbiamo chiedere a chi gestisce il servizio che ha costi esorbitanti e trend negativo anche a Portoferraio, dove comunque esiste un certo movimento di persone». Punti chiari e nessun tentennamento. «Se mi si dimostrerà con dati concreti che riavere il traghetto è un servizio produttivo, un beneficio per la nostra collettività - commenta - sono disposto a rivedere certe posizioni. Ma fino a che la situazione è quella che è non se ne parla. Dirò di più, mi sto accorgendo che si organizzano petizioni e comitati vari in paese proprio ora, a otto mesi dalle elezioni. Quindi mi chiedo quanto effettivamente si vogliano migliorare le cose e quanto ci sia di volontà politica. Voglio ricordare che il consiglio comunale si è più volte espresso per la soppressione della linea A3 e si è sempre impegnato a istituire un servizio di navette gratuite verso il porto più vicino per le situazioni di effettivo disagio anche se problematiche di questo tipo non se ne sono mai presentate».
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