Lutto
Il professor Vincenzo Onida alle celebrazioni per ricordare la Battaglia di Piombino
«La Resistenza è patrimonio dell'umanità»
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Anselmi con Onida e uno scorcio del pubblico2 MINUTI DI LETTURA
PIOMBINO. «Vorrei che tutti gli istituti storici in Italia dessero mano a un'opera: fare in modo che nelle scuole si insegni la storia comune, per scoprire sempre più la trama di valori collettivi che ci unisce». Queste le parole con le quali ha concluso il suo discorso, ieri mattina, all'interno del Rivellino, Valerio Onida, giurista e docente, ex presidente della Corte costituzionale, ospite nella celebrazione dell'anniversario della battaglia di Piombino, alla prima uscita come presidente dell'Istituto nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia. Come da programma, il giorno dedicato alla cerimonia per il ricordo dell'evento di 68 anni fa, che nel 2000 valse la medaglia d'oro al vlor mlitare alla città, è iniziato in Comune con il ricevimento delle autorità e delle delegazioni, per spostarsi poi a S.Antimo, dove si è tenuta la messa alla memoria dei Caduti. Al Rivellino, prima del corteo con la banda Galantara e della deposizione della corona d'alloro in piazza della Costituzione, è stata la volta degli interventi. La prima a parlare è stata Maida Mataloni, presidente del consiglio comunale che ha citato l'impegno dei ragazzi delle scuole nei viaggi presso i "luoghi della memoria". In questo ambito rientra pure la mostra allestita sino a ieri nel Trrione, realizzata con i reportage fotografici degli studenti piombinesi da Mauthausen e da Sant'Anna di Stazzema. Ricordato anche l'anniversario tragico dell'11 settembre americano. Il sindaco Anselmi ha poi sottolineato il senso concreto, non solo liturgico della commemorazione, chiamando in causa l'attualità politica di uno Stato che presenta oggi limiti evidenti, in contrasto con l'eredità lasciata da chi ha lottato per il Paese. «Eredità che tutti noi dobbiamo proteggere», ha detto. Ha preso infine la parola Valerio Onida, in un discorso che fa dell'unitarietà dei valori il proprio centro dialettico. «Ricordare oggi un episodio di conflitto di 68 anni fa potrebbe sembrare contraddittorio con l'idea del richiamo all'unità - ha spiegato - Ma non lo è. Noi non celebriamo infatti il conflitto, ma gli eventi che hanno maturato i concetti e i valori identificativi della comunità. Oggi possiamo dire che la Resistenza non è solo patrimonio nazionale, ma di tutta l'umanità». F.L.
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