Il dolore
L’Idv interviene sulla crisi Lucchini
«Il gruppo va messo in piena sicurezza»
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PIOMBINO. Italia dei valori preoccupata per il futuro della Lucchini. Il partito interviene con Roberto Rizzo, responsabile regionale del dipartimento Lavoro che dice: «Siamo molto allarmati dalle difficoltà oggettive dovute al silenzio del governo, che non è stato capace di assumere una presa di posizione a sostegno dell'accordo di luglio, che rappresentava una prima base utile al rilancio e di svolta per una prospettiva di lungo periodo per le acciaierie Lucchini, per i lavoratori e per l'indotto».
Il rappresentante Idv ricorda che gli istituti coinvolti dal negoziato sono disposti a congelare i loro crediti (complessivamente 770 milioni) e a convertirli parzialmente in azioni della Lucchini, con la prospettiva che Mordashov passi la mano entro il 2012. «Ma questo - prosegue - è un capitolo ancora tutto da scrivere. Adesso c'è l'emergenza dell'autofinanziamento, che non potrà durare a lungo e che rischia di mettere in seria difficoltà le circa 150 imprese dell'indotto».
Rizzo parla di situazione delicata «al punto che le forze economiche si sono mobilitate, insieme ai sindacati e alle associazioni di categoria, e hanno deciso a fine agosto di costituire un comitato permanente per gestire la crisi». «La formula del soccorso non è più attuale - conclude Rizzo - perché manca di liquidità. La soluzione, insomma, deve passare dalla messa in sicurezza del gruppo Lucchini».
Il rappresentante Idv ricorda che gli istituti coinvolti dal negoziato sono disposti a congelare i loro crediti (complessivamente 770 milioni) e a convertirli parzialmente in azioni della Lucchini, con la prospettiva che Mordashov passi la mano entro il 2012. «Ma questo - prosegue - è un capitolo ancora tutto da scrivere. Adesso c'è l'emergenza dell'autofinanziamento, che non potrà durare a lungo e che rischia di mettere in seria difficoltà le circa 150 imprese dell'indotto».
Rizzo parla di situazione delicata «al punto che le forze economiche si sono mobilitate, insieme ai sindacati e alle associazioni di categoria, e hanno deciso a fine agosto di costituire un comitato permanente per gestire la crisi». «La formula del soccorso non è più attuale - conclude Rizzo - perché manca di liquidità. La soluzione, insomma, deve passare dalla messa in sicurezza del gruppo Lucchini».
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