Sicurezza
Scorci di vita seicentesca
Porto Azzurro ricorda il legame con la Spagna sfilata storica con oltre duecento figuranti
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PORTO AZZURRO. Una festa religiosa ma anche un legame storico. Porto Azzurro festeggia la Madonna di Monserrato nel segno della tradizione spagnola cui è legato il paese con tracce ancora marcate di una presenza che risale a cinque secoli fa. Perdurano infatti cognomi di chiara provenienza spagnola spagnoli, come Rodriguez, Aragona, Poch, Velasco, Perez De Vera. Una dominazione che risale al XVI secolo con la costruzione dei primi presidi spagnoli. Fu nel 1606 che, l'allora Governatore della Piazza di longone, Don José Pons, fedele rappresentante della cattolicissima Spagna, fece costruire una piccola chiesa che gli ricorda il luogo dove sorge l'antico Santuario della Madonna di Montserrat, in Catalogna. Nell'altare maggiore della piccola chiesa di Monserrato, da allora, vi si venera un quadro della Vergine nera, fatto dipingere a somiglianza della statua lignea della Madonna di Montserrat. Da giovedì sono iniziate quelle che il paese ritiene le celebrazioni religiose, stasera alle 21,30 il corteo storico in costume che porterà in processione per le vie del paese la sacra immagine della Madonna. Alle 23.30 lo spettacolo pirotecnico. Domani alle 10 alle 11 e alle 18 sarà celebrata la Santa Messa, accompagnata dalla Corale Santa Barbara di Rio Marina. «Negli anni passati abbiamo dovuto rinnovare al corteo storico per motivi economici - spiega il sindaco - quest'anno finalmente abbiamo potuto ripetere questa manifestazione, che ha prima di tutto un sapore religioso. Non dobbiamo dimenticare, infatti il momento culminante delle celebrazioni: la processione che porterà l'immagine della Madonna del Monserrato, che da quattro secoli è a Porto Azzurro nelle strade e nelle zone dove è nata, nelle parti vecchie del paese. A questo si aggiunge un aspetto di carattere storico culturale perché io corteo è con il costume del tempo della dominazione spagnola». Ed infine l'aspetto promozionale. «Una manifestazione che ho promosso io e che amo. - termina Papi - Dobbiamo sempre ricordare le nostre radici».
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