Il Tirreno

L’ex assessore Dini accusa la giunta di Campo di fare interventi “a orologeria”

Arrivano i cassonetti e scoppia la polemica

Stefano Taglione

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 MARINA DI CAMPO. Arrivano i nuovi cassonetti, ma scoppiano le polemiche. L'ex assessore Alessandro Dini, allontanato a seguito della sua richiesta di dimissioni nei confronti del collega Carpinacci per la questione decoro, accusa la giunta Segnini di aver fatto un intervento "ad orologeria" solo dopo le sue critiche. «Già dal giorno successivo al mio allontanamento - dice Dini - si erano visti i primi maquillage in località Vapelo, ma da giovedì tutte le isole ecologiche sono state rinnovate. La cosa singolare è che non è stata la Tekneko ad intervenire, ma il Comune. Mi chiedo quindi come mai si stia provvedendo solo ora, quando l'estate sta finendo, a risolvere il problema e non capisco se si è verificato un ritardo di consegna oppure i cassonetti erano fermi al Brennero in attesa che si smaltisse la coda dei tedeschi in partenza per l'Italia». Secondo Dini c'è una diversità di vedute fra la ditta per la gestione dei rifiuti e il Comune. «Mi chiedo - continua Dini - come mai all'assessore Carpinacci non sia venuto in mente che questa situazione potesse danneggiare l'offerta turistica. L'assetto dei nuovi cassonetti, tardivo e maldestro in quanto verificatosi solo dopo la mia richiesta di dimissioni, dimostra purtroppo che avevo ragione. Il sindaco - continua Dini - non vuole spiegare per quale motivo abbia deciso di sostituire me, reo di aver chiesto più qualità per la popolazione, invece che il responsabile di tale debacle. Purtroppo anche il delegato al turismo si è ben guardato dall'affrontare l'argomento insieme con gli altri colleghi». Per il consigliere anziano quanto deciso dall'amministrazione non basta. «Il problema - continua Dini - si normalizzerà solo con il diminuire dell'affluenza turistica e non certo per merito di chi la gestisce. Poiché non si può risolvere la situazione con i famosi tarallucci inzuppati nell'aleatico senza che nessuno si assuma la responsabilità di quanto avvenuto, sono in attesa che il sindaco prenda i provvedimenti a risolvere le problematiche. In caso contrario sarà lui a dover essere ritenuto politicamente responsabile della vergognosa gestione dei rifiuti estiva. Tutto ciò non può essere riproposto la prossima stagione. I campesi non sono più disposti a sopportare questa situazione che ha portato il sindaco ad avere un consenso elettorale da prefisso telefonico».

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