Il Tirreno

Cinghiali e polemiche al Parco

Tozzi attacca Banfi «È la voce dei cacciatori»

Mario Tozzi
◗
Mario Tozzi

2 MINUTI DI LETTURA





PORTOFERRAIO. «Una fine del mandato che scatena grandi appettiti». Mario Tozzi, presidente del parco non ha dubbi: «Grandi manovre per la successione alla presidenza e a farne le spese sono il territorio e gli elbani». Tanti gli esempi. Intanto la polemica con Banfi. Rimarca Tozzi: «Il vicepresidente Banfi esprime ai giornali la propria visione della questione ungulati all'Elba, dichiarando che "il presidente Tozzi parla a nome personale" e non per conto del Parco. Il Presidente allora nomina portavoce della presidenza del Parco, in sua temporanea assenza, il consigliere Mazzantini e rimanda la questione a un prossimo consiglio direttivo. Tutto qui. Nessuna sfiducia tecnica». E poi i cinghiali. Dice Tozzi: «Si vogliono levare di mezzo per sempre i cinghiali all'Elba o no? Perché la parola eradicazione non consente accezioni diverse e questo proprio significa: eliminazione totale di una specie non endemica e dannosa per le altre specie, per gli ecosistemi e per le attività produttive elbane come l'agricoltura. Da quando si è insediata questa Presidenza, nel lontano 2006, questo sembrava il problema principale degli elbani». Il Parco non è stato fermo. Sottolinea Tozzi: «Per far fronte a un problema causato da altri ha impegnato denari e risorse passando da 0 a 1100 cinghiali catturati o abbattuti all'anno. Un Parco che si dà da fare per i cittadini. E invece no: quando abbiamo messo a fuoco ancora di più la questione, ottenendo il parere favorevole di Ispra per arrivare alla scomparsa del cinghiale ibridato elbano, incominciano le resistenze. Nello stesso tempo, però, i sindaci non parlano tutti la stessa lingua: in particolare Marciana e Campo nell'Elba sono per l'eradicazione senza se e senza ma, gli altri chissà».  Insomma non casuale la posizione di Banfi che secondo Tozzi: «si fa evidentemente interprete della voce dei cacciatori, che sono i veri mandanti dell'operazione: loro non hanno nessuna intenzione di eradicare i cinghiali, altrimenti come si divertono? E così l'intera popolazione ridiventa ostaggio di una piccolissima minoranza, però molto forte perché organizzata in lobby politica che condiziona i sindaci, preoccupati di perdere consenso. Nessuno sguardo al bene comune, ma pietosi calcoli da provincia dell'impero». La via d'uscita? Tozzi non ha dubbi: «Al momento ci sono solo tre sbocchi possibili: o Banfi si scusa e ritira quanto detto, o subisce il confronto in Consiglio Direttivo, oppure si dimette, compiendo per intero il salto della quaglia da eradicazionista a possibilista».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze