Sicurezza
Sanità, appello a Napolitano
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Paola Mancuso sindaco di Rio MarinaIl sindaco di Rio Marina, Mancuso, scrive al presidente «Un diritto che viene negato ai cittadini dell'Elba»
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RIO MARINA. Un appello al presidente dela Repubblica, Giorgio Napolitano. Una posizione forte quella di Paola Mancuso, sindaco di Rio Marina, a tutela del diritto ala salute partendo da concetti chiari: «l'insularità deve essere affrontata con percorsi e strade proprie di fronte al disconoscimento delle stesse garanzie costituzionali». Motivi che sono i presupposti delle richiesta di intervento del presidente della Repubblica. Dice Mancuso: «Um diritto alla salute dei cittadini dell' Elba, negato dalla riorganizzazione recentemente prospettata dalla competente Asl che, nel penalizzare anche le emergenze, si traduce nell'aperto disconoscimento del diritto alla vita. Tutto ciò apre indiscutibilmente il problema delle garanzie costituzionali dei diritti primari che rappresentano l'ultimo baluardo di uno Stato che non può non ricercare nella solidarietà sociale un rinnovato motivo di coesione e nell'intervento finalizzato alla rimozione degli ostacoli alla piena esplicazione della persona ed al soddisfacimento dei suoi bisogni la rinnovata legittimazione della propria rappresentanza popolare». Tutto è legato alla riorganizzazione del sistema sanitario della Toscana e un'organizzazione su base dipartimentale con ripercussioni sul livello di servizi delle zone periferiche. Rimarca Mancuso: «Dietro la scelta dei dipartimenti si nasconde infatti il venir meno delle condizioni organizzative ed operative minime per dare una risposta almeno alle citate emergenze, neppure per la sola fase di stabilizzazione senza la quale non hanno senso misure come il servizio di trasferimento via elicottero. Il reparto di medicina (insieme a quello di ortopedia) diviene una sezione di Piombino, scandalosamente sia per gli irremovibili problemi di collegamento, sia perché viene a mancare l'autonomia organizzativa e operativa proprio laddove confluiscono le urgenze di carattere medico». Diritto alla salute che diventa anche diritto di vita. La soluzione? Commenta Mancuso: «Occorre pertanto che le Istituzioni e gli Enti competenti comprendano la gravità delle conseguenze di tali scelte e prendano atto che serve un impegno politico ed istituzionale che, fuori dai giochi delle parti, elimini questa grave discriminazione avviando - se necessario - un percorso di confronto con il Sistema sanitario nazionale».
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