Il Tirreno

C'è la crisi, boom dei Compro oro

A Piombino sono quattro i negozi che acquistano oro dai privati
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A Piombino sono quattro i negozi che acquistano oro dai privati

Sempre più persone vendono i gioielli per poter arrivare a fine mese

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 PIOMBINO. «Allora quanto mi dà, consideri che è il bracciale della Comunione. Ha un valore affettivo». Ma, in tempo di crisi, gli affetti lasciano il tempo che trovano. E l'unica cosa che tira è il denaro. Anzi, l'oro.  Se con la crisi economica inizia a vedersi in città qualche cartello "vendesi" o "affittasi" di troppo, ci sono attività commerciali che sembrano spuntare come funghi. Sono i Compra Oro, ovvero quei negozi dove si portano i gioielli in oro, argento o platino e, in cambio, ci si mette in tasca un bel gruzzoletto in contanti.  Compro Oro, Punto G'Old, Oro Contante, Banco Oro. I nomi sono diversi. Le attività, sia negozi tradizionali che in franchising, sono simili. Si acquista e si vende (in minima parte) l'oro. A Piombino ora sono quattro, altri negozi sono aperti in Val di Cornia. «Faccio questo lavoro da undici anni - racconta Pierluigi Farfaglia, titolare del negozio Compro Oro a Piombino - Fino a poco tempo fa c'ero solo io, ma da un anno e mezzo le attività si sono moltiplicate».  Non si può dire che, in generale, il dilagare dei Compra Oro sia un buon segnale. La crisi finanziaria ha spinto i metalli preziosi, beni rifugio per eccellenza, verso valori record. E la situazione economica è precaria per migliaia di famiglie che, a corto di liquidità, sono in difficoltà nel tirare avanti. Così, per pagare affitti e bollette, si decide anche di vendere l'anello del fidanzato o la catenina lasciata in dono dai nonni. «Non esagero se dico che, in 5-6 anni, il valore dell'oro si sia quintuplicato - spiega Farfaglia - la quantità di metallo comprato è rimasta pressoché la stessa, ma con le quotazioni attuali il volume di affari in questo settore è cresciuto. E parecchio».  Se prima questo genere di scambi veniva gestito, anche se in piccola parte, dalle gioiellerie e dagli orafi che fondevano il metallo per realizzare nuovi oggetti, adesso la gente preferisce vendere per mettersi in tasca soldi.  A fare gola sono le quotazioni dell'oro (ieri scambiato nel mercato internazionale per circa 1813 dollari per oncia, rispetto a 1259 dollari dello scorso anno). «Il prezzo dell'oro usato dipende dalla quantità che si vuole vendere e, soprattuto, dalla qualità - racconta Farfaglia - in genere il valore per l'oro a 750 carati, di qualità media, si aggira da 22,50 a 24,50 euro per grammo».  Cifre che hanno convinto sempre più anziani, ma anche giovani coppie, a presentarsi con in mano gioielli usati per tirare su un po' di denaro contante. «Chi viene da noi? L'80% vende oro per necessità, il 20% perchè si vuole disfare di oggetti che non utilizza più - racconta Antonella Luciano, titolare di Oro Contante di Piombino, aperto lo scorso aprile - vendere adesso è un' occasione. In media le transazioni nel mio negozio si aggirano sui 200 euro in contanti. Magari non ci si rimette in tasca tutto quello che si è speso, ma una buona parte sì».  «Vengono tanti anziani, donne rimaste sole - aggiunge Farfaglia - alcuni sono casi sociali di persone che non ce la fanno a sostenere le spese e si disfanno dei gioielli di famiglia. Ma ci sono anche venditori occasionali, magari fidanzati che si lasciano e non voglio più vedere in giro regali fatti dall'ex».

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