Sicurezza
A Porto Azzurro una petizione chiede la ripresa dei collegamenti Toremar con Piombino
Ottocento firme per riavere la nave
Antonella Danesi
◗
Il porto di Porto Azzurro Martorella: «Non siamo contro i panfili ma va trovata una mediazione»
2 MINUTI DI LETTURA
PORTO AZZZURRO. Ottocento firme già raccolte e continue richieste per sottoscrivere la petizione. Quella per ripristinare il servizio dei traghetti di linea della Toremar, soppresso da circa due anni per la sistemazione della diga foranea, a vantaggio della diportistica. Ieri mattina i promotori erano di nuovo in piazza per raccogliere sottoscrizioni, che poi presenteranno alle istituzioni competenti. «Ci siamo riuniti per raccogliere delle firme di protesta per ripristinare la linea A 3 - dice Mario Martorella, del comitato promotore - Abbiamo infatti notato che il porto è agibile, visto che ospita 15 panfili». Terminata la raccolta di firme sono intenzionati a presentare il documento alla regione Toscana, alla Provincia di Livorno, all'Autorità Portuale e anche al sindaco di Porto Azzurro, Maurizio Papi e al Ministero per le infrastrutture e i porti Altero Matteoli. «Questa sottoscrizione ci ha dato l'opportunità di ascoltare le opinioni sia dei cittadini di Porto Azzurro che di chi è proprietario di le seconde case. Mi auguro che su questa questione si possa mediare. Circola voce in paese che noi siamo contro i panfili, ma non è vero. Tutt'altro. Siamo piuttosto per una soluzione diversificata e mediata. Io stesso, in consiglio comunale ho avanzato un'ipotesi di un servizio di aliscafo per il periodo estivo con una corsa la mattina alle 6.15 e il ritorno la sera alle 21. Vogliamo che Porto Azzurro continui ad avere la continuità territoriale». Ricorda Martorella che nel periodo invernale con venti da nord- est e da sud est se il traghetto non riesce ad attraccare al porto di Rio Marina, è costretto a tornare indietro a Piombino. «La soluzione comunque rimane Porto Azzurro a cui si può attraccare anche con questo venti - ribadisce Martorella - Esiste a questo proposito un protocollo di intesa sula portualità di Rio Marina che afferma che fino a che non saranno attive le nuove banchine, la nave tornerà a Porto Azzurro, Ne è a conoscenza anche l'amministrazione di Porto azzurro perchè è contenuto nel piano di coordinamento territoriale della provincia e nel Pit ragionale». Il comitato, pertanto continuerà con la raccolta di firme. «Non lo facciamo porta a porta, ma solo nelle piazze - termina Martorella - due membri del comitato le reperiscono solo il sabato. Quindi noi andiamo avanti in tutta tranquillità».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
