Sicurezza
Il centralinista del 112 sventa due suicidi
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Due suicidi sventati nel giro di un paio d'ore dagli operatori del 112, carabinieri che rispondono al telefono, smistano telefonate, inviano pattuglie dove succede qualcosa di più o meno importante, ma a volte si trovano a fronteggiare vere emergenze. E lì esce il carabiniere: nel primo caso una donna cacciata di casa dal marito chiama il 112: «Non ce la faccio più con questa vita, ora torno a casa e mi butto dal balcone». Il carabiniere la trattiene più che può al telefono, mentre sull'altra linea chiama il 118. Quando medico e volontari sono arrivati a casa, la donna effettivamente era già sul balcone, la dottoressa l'ha convinta a ripensarci. Altro caso più complesso: la telefonata al 112 di un uomo che da poco si è separato dalla moglie: lei è rimasta a Venturina, lui è tornato dalla madre a Massa Marittima. L'altra sera, in piena crisi depressiva, al carabiniere ha detto che proprio non ce la faceva più a stare senza la moglie, e che preferiva farla finita. Poi ha buttato giù, senza dire nemmeno il proprio nome. Il carabiniere però ha messo insieme quel poco che sapeva (lei di Venturina, lui di Massa Marittima), quindi ha fatto rapide indagini con i colleghi di Venturina, alla fine ha trovato un nome probabile e ha mandato a casa dell'uomo i colleghi di Massa Marittima. Quando i carabinieri sono entrati in casa l'uomo si era barricato nella propria stanza: la mamma e i militari l'hanno convinto ad aprire, sul comodino i carabinieri hanno trovato tre siringhe piene di insulina, in quantità tale da ucciderlo.
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